delTeatro - arte,danza,opera
Baldini Castoldi Dalai editore

Path

Home > Focus> Francesca Ciocchetti, è nata una stella

10:25 - mercoledì 23 maggio 2012


Francesca Ciocchetti, è nata una stella

Altrove si direbbe che «è nata una stella». Con un pragmatismo decisamente italiano, possiamo limitarci a segnalare la vitale ascesa di Francesca Ciocchetti, giovanissima attrice - classe 1974 - diplomatasi all' Accademia «Silvio d'Amico» di Roma. Già nel saggio finale si fece notare come disinvolta e divertente "Lisistrata", e ora, dopo un riconoscimento al Premio Volonghi, è a Torino, tra gli stucchi del Teatro Carignano protagonista del progetto che lo Stabile ha voluto dedicare a Shakespeare. Tre Storie d'Amore , questo il titolo dell'iniziativa, vede all'opera tre registi francofoni (Jean-Christoph S&aulm;is, Mamadou Dioume, Dominique Pitoiset) chiamati a guidare un gruppo di giovanissimi attori nelle opere «sentimentali» del bardo inglese: Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate e Pene d'amor perdute... E Francesca Ciocchetti passa, nel giro di tre settimane, dal ruolo della Balia alla regina Titania, a quello della Principessa di Francia.
Un bell'impegno: come ha affrontato il lavoro con i tre registi?
«Non pensavo di avere tutta questa forza: è un impegno molto faticoso, ma estremamente affascinante. S&aulm;is, Dioume e Pitoiset sono tre registi diversi tra loro, ognuno con il proprio metodo e la propria visione del teatro e riuscire a lavorare con tutti e tre è stata davvero, per me, una bella conferma personale e professionale... Mi hanno chiamato ad affrontare tre ruoli molto differenti: Titania del Sogno, la Balia di Romeo e Giulietta, la Principessa di Pene d'amor perdute, ma sono ruoli così ben disegnati, così chiari, che per me è stato semplice passare dall'uno all'altro... Tutto questo ha significato una grande apertura e ha presupposto un grande senso di umiltà: nel lavoro con Mamadou, ad esempio, ho capito davvero cosa voglia dire confrontarsi con un modo diverso di vedere il teatro...».
Come giudica il Progetto Shakespeare dello Stabile di Torino? Come si è trovata?
«Non posso che dare un giudizio molto positivo di questa esperienza: ho capito tante cose, a partire da come si lavora in uno Stabile. Quello che mi è piaciuto di più è stato l'incontro con il gruppo: ho trovato grande professionalità nei miei colleghi. Ed è stato merito di Mauro Avogadro aver creato un gruppo simile. Ma quello che mi ha colpito è la rara attenzione che abbiamo da parte di tutta la struttura dello Stabile. Una sensazione davvero bella...».
È stato difficile orientarsi dopo l'Accademia?
«Appena usciti dall'Accademia si viene assaliti da un senso di panico, perché, a differenza di quanto accade, ad esempio, alla Scuola dello Stabile di Torino, chi esce dall'Accademia non sa bene come affrontare il mondo del lavoro. Ho passato tre mesi di ansia, poi ho incontrato Mamadou Dioume e il suo gruppo e ho cominciato a seguirlo in un progetto che debutterà alla Corte Ospitale di Rubiera in settembre: Lotta di negro contro cani di Bernard-Marie Koltès. Questo è stato un anno molto importante per me: anche se diverso rispetto a quello di chi ha iniziato subito a lavorare. Ma a me è servito moltissimo: e servirà anche in futuro, perché ho intenzione di continuare a lavorare con Mamadou Dioume... In Accademia ho lavorato con Marisa Fabbri per quattro anni, e ho avuto la possibilità di incontrare numerosi artisti europei. Sia Marisa che Mamadou hanno un fortissimo senso etico del lavoro e quindi mi sono sentita piuttosto a mio agio nell'affrontare il lavoro con Dioume, perché ero già preparata metalmente alla durezza del lavoro d'attore. Dunque se in Accademia insegnano - e bene - il "mestiere", con Mamadou ho affrontato un lavoro più approfondito sul "sé": non un lavoro psicologico, ma un processo di superamento dei tanti cliché che ci portiamo addosso, per essere finalmente liberi sul palcoscenico. Ma è un percorso appena iniziato, e ho ancora molta strada da fare...». (9 maggio 2003)
Nella foto, Romeo e Giulietta in un'antica stampa

di andrea porcheddu

(00:00 - 09 mag 2003)







Cerca nel sito

» ricerca avanzata


Login

Non sei registrato?
» registrati

Hai dimenticato la password?