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17:12 - venerd́ 10 febbraio 2012


Palermo dentro. Il teatro di Emma Dante

In una civiltà editoriale come la nostra, poco attenta al tema, salvo alcuni coraggiosi pionieri, un libro di teatro è una novità che va segnalata. Soprattutto se si tratta non tanto del teatro che si scrive, del teatro cosiddetto letterario, ma del teatro che si fa, che si vede, che racconta non solo quanto avviene sul palcoscenico, ma anche la storia, i sogni, le speranze, le delusioni di chi il teatro lo fa, di chi si assume il compito per certi aspetti addirittura impudico di scrivere in palcoscenico con il proprio corpo o con la propria visione.

Il libro che Andrea Porcheddu dedica al teatro ma anche a quella che potremmo definire la «vocazione» di Emma Dante si inserisce proprio dentro questa specificità del fare teatro, dell'inventare teatro. Un libro «polifonico», a più voci, che indaga diversi aspetti della presenza sulla scena, prima siciliana e poi italiana, di Emma Dante e della sua Compagnia Sud Costa Occidentale.

Non un semplice assemblaggio di pareri, ma la costruzione di un percorso che ricostruisce la vita ma soprattutto lo sguardo teatrale della regista: dalla scelta di compagni di strada un po' anche maestri come Michele Perriera e poi l'Accademia d'Arte drammatica, Gabriele Vacis, Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri, al lavoro d'attrice considerato per certi aspetti come una costrizione fino all'approdo, alla scelta della regia come momento qualificante del proprio lavoro, del proprio essere nel teatro.

Da questo denso libro e anche grazie alle testimonianze di Goffredo Fofi, Renato Palazzi, Elena Stancanelli, Rodolfo Di Giammarco, Gerardo Guccini e Cristina Valenti, e soprattutto grazie all'intervista a quattro mani di Andrea Porcheddu e di Patrizia Bologna, a venire in primo piano è il ritratto di un'artista che ha saputo dialogare con le proprie radici e con i problemi della sua terra, la Sicilia, assurta attraverso spettacoli emblematici come mpalermu e come Carnezzeria a fonte di reale ispirazione, a ideale teatro di un rifiuto che si traveste talvolta di un amore assoluto. Certo ci sono sguardi diversi, vie diverse attraverso i quali il teatro prende corpo e si struttura. Ma quel coinvolgente lavoro sul corpo, quella capacità di confrontarsi con testi preesistenti con piglio originale, quella incisività nell'affrontare temi non facili a viso aperto ci pongono di fronte a un teatro di grande impatto non solo estetico e figurativo ma sociale e, in senso lato, addirittura «politico».

Palermo dentro. Il teatro di Emma Dante - A cura di Andrea Porcheddu - Editrice Zona 2006 - pagg.194 - 19 euro

di maria grazia gregori

(00:00 - 22 feb 2007)


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