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06:04 - giovedì 17 maggio 2012


Si avvicina il primo Teatro Festival Italia


Dal 10 ottobre, e per tre giorni, tutti a Napoli: andrà così, visto che sotto il Vesuvio attracca la nave del primo Teatro Festival Italia. Manifestazione attesa, discussa e finalmente presentata, questa mega- kermesse fortemente voluta dal ministro Rutelli è frutto di un anno di lavoro: dall'idea, su suggestione dello stesso Rutelli, al "concorso pubblico", con una commissione che ha valutato ben undici candidature, scegliendo il progetto partenopeo come degno di merito.

Si parte, dunque, con un "prologo" in questo scorcio finale del 2007, salvo poi avere il festival vero e proprio nel 2008 e 2009. Un assaggio, insomma, per il quale però si sono scomodate le massime autorità: nella sede del Collegio Romano, il ministro, con il sottosegretario Montecchi, il capo dipartimento Nastasi, il governatore campano Bassolino, e poi Provincia e Comune. Tutti insieme, per tenere a battesimo quello che dovrà essere il "festival nazionale" itinerante di triennio in triennio.

In sala, ma senza diritto di parola, anche i direttori artistici dei teatri napoletani coinvolti, da Roberta Carlotto del Mercadante a Igina di Napoli del Nuovo ad Angelo Curti di Teatri Uniti. Al coordinatore artistico, il critico Gianfranco Capitta, il merito di aver messo in piedi, in pochissimo tempo, un "prologo" più che credibile. Nei quattro giorni di spettacolo, la Cittadella del Festival (che abbraccia la zona del Porto e del varco Angioino) e molti teatri della città - tra cui, finalmente riaperto, il San Ferdinando - ospitano spettacoli, proiezioni, incontri, video.

Al debutto, il 10, nel Tenda-Teatro, la sezione Nuove sensibilità, dedicata a giovani compagnie italiane ancora poco o nulla conosciute. Poi, al Nuovo, Chiove, testo del catalano Pau Mirò, con traduzione e adattamento partenopeo di Enrico Ianniello per la regia di Francesco Saponaro.

Sempre il 10 in prima europea, l'indiano Roysten Abel presenta A Hundred Charmers, uno spettacolo-concerto in cui una comunità di incantatori di serpenti suona brani del repertorio tradizionale e non solo. Fra i tanti ospiti del Festival, comunque, si segnalano soprattutto Marco Martinelli, ormai napoletano d'adozione dopo il progetto Arrevuoto, e Toni Servillo: del primo, il Teatro Italia Festival presenta Ubu Buur, versione senegalese dell' Ubu di Jarry, mentre l'eccellente Servillo presenta l'attesa Trilogia della Villeggiatura di Goldoni.

Da segnalare anche Andrea De Rosa, con un’imponente versione della Maria Stuarda di Schiller, con Anna Bonaiuto e Frédérique Loliée. Altri ospiti, Mario Martone, con un laboratorio sul Falstaffe la Schaubühne di Berlino, con il Sogno di una notte di mezza estate, nella regia a quattro mani di Thomas Ostermeier e Costanza Macras.

Budget dell'operazione oltre 3 milioni di euro, serviti soprattutto per porre le basi logistico-tecniche di quello che vorrà essere un festival pari ad Avignone o Edimburgo. Nel materiale distribuito, dall'elegante veste grafica, anche i riferimenti per saperne di più: teatrofestivalitalia.it.

(a.p.)

(17:38 - 19 set 2007)


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