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10:35 - mercoledì 23 maggio 2012


Massimiliano Civica: ''Rifondiamo la Tosse''


Ha affascinato pubblico e critica con il suo teatro ''della sottrazione'', ridotto all’essenzialità della parola e della presenza. Spettacoli difficili, dichiaratamente ''intellettuali'' eppure, al tempo stesso, emozionanti e commoventi: giocati con ironia e con sapienza, abilmente intessuti su partiture vocali quasi asettiche, lavori come Grand Guignol o La Parigina hanno svelato un regista dalle idee chiare e di grande sapienza teatrale.
Poco più che trentenne, romano, formatosi tra l’Accademia "Silvio D'Amico'' e il teatro della Tosse, oggi Massimiliano Civica può festeggiare un primato: è il primo (e unico) under 35 a dirigere un teatro pubblico.

Proprio la Tosse, infatti, grazie alla felice intuizione del patron Tonino Conte, ha chiamato Massimiliano Civica come direttore artistico per il prossimo triennio. Nel panorama gerontofilo e immobile del Bel Paese è un segno quasi rivoluzionario.

Il progetto artistico disegnato da Massimiliano Civica per la Tosse di Genova si articola su alcune linee principali: ''Ci sono succose novità a Genova. Tonino Conte mi ha proposto, con grande generosità, di immaginare assieme il nuovo corso del teatro e il progetto che abbiamo pensato si chiama Facciamo insieme teatro. Come primo passo abbiamo voluto rifondare la compagnia della Tosse e per questo stiamo facendo provini per selezionare sei giovani attori sotto i 30 anni. Abbiamo avuto 200 richieste, e mi sembra già questo un segnale notevole. Lavoreremo, in casa, alla maniera delle botteghe artigianali: i sei nuovi attori parteciperanno alle produzioni dei nostri spettacoli, integrando la compagnia storica della Tosse, poi però pensiamo per loro un percorso di formazione parallelo, articolato su due prospettive. La prima è che lavoreranno ‘all’antica italiana’, in spettacoli-studio, con dei capocomici: per il primo anno con Claudio Morganti, per il secondo Valerio Binasco e per il terzo con un grande nome del teatro italiano che abbiamo già individuato...»

E cosa vi aspettate da questo incontro?

''La caratteristica è che questi capocomici faranno la regia ma, al tempo stesso, saranno in scena con i nostri giovani. Questo perché, per noi, si diventa attori anche per ‘osmosi’, ossia lavorando gomito a gomito con attori più bravi. Oltre a questo, poi, i giovani attori lavoreranno per tre anni con il Workcenter di Jerzy Grotowski e Thomas Richards. Insomma, diamo a questi attori i due ‘estremi’ della formazione attorale: da un lato l’attore ‘all’antica italiana’, dall’altro quanto di meglio ha prodotto la ricerca del Novecento, ovvero il Workcenter di Grotowski. Ma non solo: faremo lavorare gli allievi anche con un drammaturgo, che li guiderà nella scrittura e nella comprensione dei testi. Il primo anno sarà Spiro Scimone. Quindi formazione come investimento: alleviamo in casa, con pazienza e in modo sano, delle persone, dando loro tempo e strumenti per crescere.''

E la stagione?

''Seguiamo due direzione principali. Da un lato un omaggio a Emanuele Luzzati: riallestiamo l’unico testo scritto da Lele, La mia scena è un bosco. Con le scenografie dello stesso Luzzati e la regia di Tonino Conte. Poi, nel 2008, la seconda parte di questo omaggio, con la realizzazione a partire dai bozzetti e dai progetti di Luzzati, del Candido di Voltaire, con la regia di Emanuele Conte. Lele voleva fortemente fare questo testo, e allora il nostro tributo alla sua arte è una ‘memoria proiettata nel futuro’: facciamo l’unico spettacolo da lui interamente concepito, vero e proprio manifesto del suo teatro, e realizziamo lo spettacolo che avrebbe sempre voluto fare. Due punti di una utopia...''

Che altro prevede il cartellone della Tosse?

''Un ampio progetto con il Workcenter di Thomas Richards, che sarà coinvolto non solo con i giovani attori, ma che verrà a Genova per un mese, nel maggio 2008. Sarà un appuntamento importante, perché gli attori del Worcenter mostreranno Action in Creation, loro ultima creazione e incontreranno il pubblico. Ma non solo: ci sarà un grande convegno internazionale, fatto in collaborazione con le Università di Genova e Torino che servirà a contestualizzare storicamente e poeticamente l’attività del Workcenter. Infine, ci sarà un incontro tra il Workcenter e altre realtà teatrali italiane: lavoreranno alla pari con due compagnie giovani e due attori di tradizione. Per la prima volta, insomma, ci sarà un superamento di confini: attori di scuola tradizionale, ad esempio Eros Pagni o Glauco Mauri, lavoreranno con Thomas Richards o con giovani della nuova scena italiana. Si scambieranno tecniche, metodi, spettacoli: il nostro obiettivo è rompere le barriere che separano tradizione e ricerca, giovani e meno giovani proprio su un livello di ‘mestiere’. Possono esserci divergenze sulle poetiche, sulle circuitazioni, ma c’è un terreno comune, che è quello dell’arte dell’attore su cui trovare un punto di incontro al di là delle differenze. C’è un interessamento dell’Eti per il progetto, ci sono già due università: forse è l’occasione per fare il punto sul teatro oggi e sulla pedagogia teatrale.''

Lei è l’unico direttore under 35 in Italia. Che effetto fa?

''Uno strano effetto strano. La cosa più strana è che siamo talmente abituati a pensare che queste cose siano impossibile che se, come in questo caso, accadono ci troviamo spiazzati, ci mettiamo in discussione. Anche se pensi di avere normalmente idee chiare ti vengono dubbi: pensiamo anche noi che qualcosa non va, che siamo ‘troppo’ giovani, quando in realtà non siamo certo bambini...''

Oltre che nei progetti, la sua presenza ha segnato anche la programmazione del teatro?

''Il progetto si chiama Facciamo insieme teatro, dal titolo del bel libro di Conte e Luzzati. Per noi il teatro è una occasione di incontro tra professionisti e pubblico. Per questo abbiamo programmato nove seminari, con artisti come Spiro Scimone, Saverio La Ruina, Michele Sinisi, e molti altri. Vogliamo un teatro che si apre sempre più, che abbia una funzione forte in città. Per questo, il cartellone è stato rinnovato. Ospitiamo spettacoli che ho visto almeno due volte, sulla cui qualità posso giurare: spettacoli che hanno una matrice comune proprio nell’artigianato teatrale. Ho cercato persone che si scrivono i testi, che vanno in scena, che pensano all’allestimento: mi interessa la ‘fattura’ del lavoro, al di là delle scelte estetiche. In cartellone, allora, non c’è uno spettacolo in cui gli attori non siano bravi: perché l’attore è sempre al centro della scena. Una cosa vorrei aggiungere: non ci sono mie produzioni. Quando sono venuto a Genova ho deciso che non ci sarebbero stati miei spettacoli: per concentrarmi meglio sul progetto artistico, per non focalizzare su di me l’attenzione, e soprattutto per non subire ‘ricatti’ di scambi nella programmazione. Posso prendere solo spettacoli che mi piacciono senza dover pensare a ‘piazzare’ i miei lavori.''

Dunque una stagione di svolta per la Tosse...

''Forse sì. Anche perché con me c’è Emanuele Conte, nuovo direttore generale, che ha 38 anni. Una svolta che nasce dal gesto di Tonino Conte, che ha avuto il coraggio, la follia, di affidare questa struttura a due giovani, restando come coscienza critica del teatro. Tonino ci ha dato grande spazio, ha saputo mantenere la tradizione facendo una rivoluzione.''

di andrea porcheddu

(17:19 - 11 ott 2007)


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