Due maestri della scena internazionale sono contemporaneamente presenti sulle ribalte milanesi: al Teatro Studio, da martedì 11 a sabato 22, Peter Brook presenta il suo Fragments, un collage beckettiano che comprende cinque brevi testi dell'autore irlandese: Frammenti di teatro I, Dondolo, Atto senza parole II, Neither, Va e vieni, affrontati dal regista nella consueta forma spoglia, sulla nuda pedana su cui sono collocati tanti suoi spettacoli, e con un approccio particolarmente ironico.
Al Teatro degli Arcimboldi, l'ex sede provvisoria della Scala alla Bicocca - la cui programmazione viene ora curata dal musicologo Gianni Morelenbaum Gualberto - sempre martedì 11 si apre un breve "ritratto d'autore" dedicato alle produzioni recenti di Bob Wilson: dell'artista texano viene proposto fino a domenica 16 un curioso spettacolo musicale e coreografico, The temptation of St. Anthony. In febbraio arriverà invece l'imponente I La Galigo, e più avanti L'opera da tre soldi.
The temptation of St. Anthony, incentrato sull'esperienza mistica del santo,è ricavato dall'omonimo romanzo di Gustave Flaubert: Wilson ne ha fatto una sorta di insolito percorso nella cultura afro-americana, lavorando con diciotto danzatori di colore e affidando le musiche e il libretto a una figura storica delle battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta e Settanta, la compositrice e cantante Bernice Johnson Reagon, che ha creato una colonna sonora in cui convergono spiritual, blues, gospel, jazz, rock.
Al Teatro Due di Parma viene invece replicata fino a domenica 16L'udienza, una breve pièce del '75 dell'allora drammaturgo dissidente - poi presidente della Repubblica ceca - Václav Havel: è un dialogo dai toni grotteschi - inquietante e insieme acremente ironico - tra un intellettuale costretto a fare l'operaio in un birrificio e il caporeparto che gli promette vantaggi e promozioni in cambio della collaborazione col regime. Il testo, alquanto scarno e un po' datato, è interessante come documento d'epoca.
Al Teatro Studio di Scandicci, giovedì 13 e venerdì 14, è in scena uno spettacolo del Teatro Stabile di Calabria e del gruppo Egumteatro, diretto dai registi Annalisa Bianco e Virginio Liberti e ironicamente in titolato Che tragedia!: si tratta di un itinerario di riflessione nell'idea del tragico, più che nello specifico contenuto di alcune singole tragedie, attraverso frammenti dei grandi autori greci nella traduzione di Edoardo Sanguineti e l'interpretazione, fra gli altri, del giovane Lorenzo Gleijeses.
di renato palazzi
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