Home > Consigli della settimana> La caccia di Lo Cascio e i Gemelli di Marini
06:10 - giovedì 17 maggio 2012
Giorgio Marini è uno dei talenti più estrosi del teatro italiano. Da sempre portato ai testi atipici e alle operazioni spiazzanti, ha avuto il suo periodo più creativo negli anni Ottanta, firmando spettacoli di forte impatto come Doppio sogno di Schnitzler e Il bagno di Diana di Klossowski. Poi si è come fatto da parte, ha vissuto in Inghilterra, si è dedicato soprattutto all'opera lirica. Ma il suo ritorno alla prosa, l'anno scorso, con Occhi felici di Ingeborg Bachman, lo ha subito riportato al centro dell'attenzione.
Al Teatro dell'Arte di Milano, martedì 26, debutta in "prima" nazionale I gemelli, da un racconto di Fleur Jaggy, seconda tappa di una sua trilogia delle "ombre" iniziata appunto con la Bachman e destinata a chiudersi con un testo di un'altra scrittrice contemporanea, Louise de Vilmorin. Il tema è sempre quello dello sdoppiamento: qui due gemelli, interpretati da una stessa attrice, e un pastore protestante e la moglie, rappresentati come scissione di una sola persona, pongono il tema dell'incerta identità e degli ambigui confini tra la vita e la morte.
Due gemelli sono anche al centro di una curiosa pièce dell'inglese Philip Ridley, in programma fino a domenica 24 al Teatro Elicantropo di Napoli: si intitola ThePitchfork Disney, e parla dell'incapacità di crescere. I protagonisti vivono fin dall'infanzia, segnata dalla misteriosa scomparsa dei genitori, in una sorta di claustrofobico isolamento, cibandosi di cioccolato, barbiturici e riti morbosi. L'irruzione del mondo esterno è impersonata da un intrattenitore da night-club e da una grottesca figura senza volto.
Giovedì 26 al Teatro Palamostre il CSS di Udine presenta in "prima" nazionale La caccia, uno spettacolo che Luigi Lo Cascio, nella duplice veste di attore e regista, ha liberamente ricavato dalle Baccanti di Euripide: affrontando solo una parte della tragedia, quella che riguarda lo scontro di Penteo con Dioniso e la sua sanguinosa conclusione, La caccia ricostruisce l'ultima notte di tormenti e visioni del tiranno, che vuole opporsi strenuamente al dio e al tempo stesso ne avverte l'inquietante fascino.
di renato palazzi
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