Dopo la pausa pasquale, la vita teatrale riprende con una certa effervescenza. A Torino, al Teatro Gobetti, da martedì 25 va in scena Keely and du, uno spettacolo diretto e interpretato da Beppe Rosso, e incentrato su un tema di bruciante attualità, quello dell'aborto: il testo dell'americana Jane Martin porta infatti alla ribalta il paradossale caso di una donna stuprata dall'ex marito, che vorrebbe interrompere la gravidanza, ma viene rapita e imprigionata da un prete e dalla sua aiutante che non si fermano di fronte a nulla nella loro ostinata difesa della vita.
Sempre da martedì 25, lo Stabile di Genova torna a quella nuova drammaturgia britannica che in questi anni ha fruttato interessanti scoperte. Al Teatro Duse debutta infatti Polvere alla polvere di Robert Farqhar, incentrato su un appassionato bevitore che, ubriaco, cade dalle scale e muore: il personaggio è rievocato dalla moglie e dagli amici che portano le sue ceneri attraverso la Scozia per restituirle alla natura. È curiosa la costruzione del copione, fatto solo di monologhi incrociati. La regia è di Flavio Parenti.
Da non perdere, nella stessa sera al Teatro Out Off di Milano, la straordinaria interpretazione di Michele Di Mauro in un testo ricavato da un film di Fassbinder, Un anno con tredici lune: l'angosciosa storia - ispirata a un episodio vero - del suicidio di un ex-macellaio sposato e con figli che ha cambiato sesso per amore, ma in qualche modo senza vera convinzione (senza, lui dice, neppure essere omosessuale) si avvale dell'intensa messinscena di Annalisa Bianco e Virginio Liberti, del gruppo Egumteatro.
Da mercoledì 26 approda invece al Teatro Valle di Roma l'allestimento firmato da Toni Servillo della Trilogia della villeggiatura di Goldoni (leggi la recensione), in cui l'attore-regista napoletano pone a confronto il ritratto di una fatua società settecentesca col travaglio sentimentale della protagonista, Giacinta: da vedere per l'ottima qualità degli interpreti, soprattutto Paolo Graziosi e Anna Della Rosa, e per il ritmo asciutto imposto da Servillo, anche se lo spettacolo non è proprio al livello di Sabato, domenica e lunedì.
Infine, giovedì 27 all'Arena del Sole di Bologna è in programma un singolare Edipo che Nanni Garella ha realizzato con gli attori del progetto "Arte e salute", ovvero coi pazienti psichiatrici con cui svolge da anni un percorso all'estremo confine tra terapia e ricerca artistica: il mito di Edipo, così centrale nella psicanalisi, assume ulteriori valenze data la particolarità della compagnia. Per rendere la materia più attuale, il regista non lavora sulla tragedia di Sofocle ma sulla sceneggiatura del film di Pasolini.
di renato palazzi
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