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10:39 - mercoledì 23 maggio 2012


Santarcangelo: anche Bouin ha lasciato

La notizia è passata pressoché sotto silenzio. Olivier Bouin, direttore del prestigioso e storico Festival di Santarcangelo, ha dato le dimissioni. A due mesi dall'apertura dell'edizione 2008, si conclude in forma tragicomica una vicenda che si era aperta come farsa. Circa tre anni fa, infatti, il CdA del Festival riminese aveva lanciato un intrigante "concorso per idee e progetti" con lo scopo di individuare il nuovo direttore. La vicenda (che vide anche chi scrive come attonito figurante) fu gestita in modo raffazzonato e poco adamantino dall'allora presidente Piersilverio Pozzi: così, tra articoli anonimi al vetriolo e colpi bassi, tra improbabili segretezze e telefonate minatorie, tra codirettori che spuntavano dal nulla come conigli dal cappello di stanchi prestigiatori, il concorso si concluse come abbondantemente annunciato.

Arrivarono a Santarcangelo il francese Bouin e il codirettore Paolo Ruffini, con la certezza di Pozzi che avrebbero portato al Festival nuove idee, nuove economie e un respiro decisamente internazionale. Basta rileggere le cronache di allora, per ritrovare commenti entusiasti. Dopo appena due edizioni si è sgonfiato il faraonico progetto. Anche il "marchio di fabbrica" della manifestazione, nata nel 1971, ne esce appannato. Adesso c'è chi rivaluta la gestione serena e terrigna di Silvio Castiglioni, e chi - naturalmente - alza gli occhi al cielo, commosso, ripensando a quando Leo De Berardinis aveva fatto ferro e fuoco di Santarcangelo, portandovi arte, passioni e pulsioni.

Di queste due edizioni si può dir poco, improntate ad una esterofilia marginale, ad inseguire mode più che a crearle, perdendo il contatto con la piazza, con la città, con le realtà locali. La gestione di Piersilverio Pozzi, dunque, non ha certo dato i frutti sperati, e lo spettro del fallimento generale è concreto. Nicola Chiaromonte definiva il teatro un "cadavere insepolto" e aggiungeva - con caustica ironia - che spettasse ai critici darne degna sepoltura: forse Bouin e Ruffini l'hanno preso troppo in parola, e lasciano una situazione davvero complicata.

Inutile chiedere di dare un'occhiata ai bilanci del Festival: sarebbe come sparare sulla croce rossa. Il primo ad abbandonare la nave, una volta sentito il sinistro stridore del definitivo naufragio, è stato il codirettore Ruffini, forse per evitare chiamate in correità o perché troppo impegnato altrove. Nessun commento ufficiale, anche in quel caso. Ora se ne va anche Bouin, ormai in aperto contrasto con il nuovo consiglio d'amministrazione.

Toccherà, infatti, a Sandro Pascucci - uomo di lunga esperienza nella gestione del teatro e nell'invenzione di modelli - presidente fresco di nomina, provare a rianimare il festival: servono potenti elettrostimolatori e gran coraggio per trovare un rinnovato senso e una rinnovata vitalità. Magari ricominciando a parlare con la piazza di Santarcangelo e con il teatro italiano...

di andrea porcheddu

(16:48 - 13 apr 2008)


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