"Il nostro teatro cambia il paesaggio"
Intervista a Lorenza Zambon, regista, autrice, performer e direttore artistico del festival itinerante Naturalmente Arte.
Dici "teatro-natura" e pensi a uno spettacolo tradizionale allestito in un giardino o sotto le fronde. Può chiarire meglio il concetto?
Sì, certo questo è un aspetto a cui tengo molto. Con
Naturalmente arte ricerco e propongo eventi e pettacoli che secondo me non sono affatto tradizionali, almeno nel senso che dò io a questo termine: prima di tutto nella loro ispirazione di fondo, nella loro poetica, nel loro contenuto, per dirla in maniera schematica ... Un teatro fuori dai teatri, sia come collocazione spaziale che tematica, che non parla di se stesso, che non ripropone per la millesima volta qualche testo classico ma che si "butta fuori", nella vita... In questo rapporto cruciale con il pianeta, con la natura, anche se ci è difficile capire a cosa diamo questo nome. E poi mi piacciono soprattutto gli spettacoli che non usano il luogo come pura "scenografia" ma che ne traggono ispirazione, se ne lasciano trasformare. E anche sono capaci di trasformare il luogo stesso, in maniera immateriale ma magari persistente, cambiando lo sguardo. Questa è in particolare l'ipotesi di fondo che sta sotto a
Il terzo passo (vedi oltre.
N.d.R.)
.
Quando e come è nata l'esperienza di Naturalmente Arte e come è nato il collegamento con la realtà del Parco Nord Milano?
Dico sempre che
Naturalmente arte a volte stupisce anche me perché mi sembra che cresca e si evolva più come un "essere" biologico, vegetale, che come un festival. Un po' alla volta, nel tempo, questo festival sta assumendo strane caratteristiche, che cominciano ad apparirmi quasi "biologiche"; per come si espande, per esempio, in maniera direi "rizomatica" e per come si evolve, quasi andando oltre il nostro stesso progetto, ibridandosi sempre di più, creando addirittura simbiosi inedite fra specie diverse fino a creare un "essere complesso", una specie di lichene. Il festival è germogliato sulle colline del Monferrato (dove tuttora si sviluppa trasferendo il suo "Villaggio mobile di azione artistica" fra boschi in pericolo, vigneti, ex-discariche rinaturalizzate). Ha emesso poi una propaggine "metropolitana" al Parco Nord di Milano dove (ha allignato e ) si è radicato adattandosi a un'idea di "natura" e di "paesaggio" completamente diversi, quelli che si possono avere dall'interno di questo incredibile spazio nel mezzo di una metropoli, questi 600 ettari di "nuovo paesaggio" di "foresta urbana", uno scarto quasi perturbante, per certi versi, ma anche potentemente suggestivo. Qui il festival ha sperimentato, ha intessuto relazioni ed alleanze, effettuando un "salto di crescita" ed intraprendendo contemporaneamente un'opera di colonizzazione, lanciando ramificazioni verso altri parchi ed altre realtà teatrali della regione. Si è infatti creata una "rete per il teatro-natura" che ha coinvolto nuove situazioni, ognuna formata da una compagnia teatrale ed un Parco o zona protetta. È il caso della Compagnia Piccolo Parallelo e del Parco Oglio Nord e Sud, della Compagnia Teatro Telaio e delle zone protette sulle colline bresciane, della Compagnia Teatro delle Selve e della Riserva del Sacro Monte d'Orta; ognuna di esse oggi realizza sul suo territorio successive tappe del festival nonché specifici progetti creativi.
A Milano presenterà Terzo passo. Come è concepito lo spettacolo, quali sono le sue peculiarità?
Uno è
Il terzo passo.Passeggiata visionaria nell'alba, nel tramonto e nella notte del Parco, uno spettacolo itinerante che dura circa tre ore, una creazione originale per il Festival, che nella passata edizione ha visto la sua prima sperimentazione e che siamo felici di riconfermare per più giorni: un esperimento di "teatro del luogo" che diventa patrimonio del luogo. Gli orari sono insoliti, l'alba o il tramonto, per far ri-vivere ai partecipanti tutte le variazioni determinate dai passaggi fra la notte e il giorno e viceversa in un grande parco e nella metropoli che lo circonda, nei suoni, nella luce, nell'attività degli umani e degli animali che li popolano. Una creazione collettiva che ho coordinato assieme a
Sista Bramini, composta con le creazioni di attori di diverse formazioni (Casa degli alfieri, O Thiasos TeatroNatura, Erbamil), i contributi testuali del poeta Matteo Meschiari, il sax del grande jazzista Carlo Actis Dato, i canti e le composizione per strumenti antichi di Francesca Ferri, Camilla Dell'Agnola, Silvia Balossi e, a sorpresa, i "micro manifesti" di alcuni ospiti speciali. La storia profonda di un "nuovo paesaggio" costruito dall'uomo, insieme un'indagine visionaria sull'abitare il pianeta. Un'esperienza di allargamento della percezione e di "nuovo sguardo" sull'agire umano. Un'esperienza che si gioca nella lunga durata, nell'andare lentamente, nel guardare con calma, nel ritrovarsi in luoghi naturali in orari insoliti, nell'avere il tempo di stupirsi, nel guardare un luogo noto con occhi nuovi, nell'incontrare un luogo sconosciuto e ritrovarlo intimo, nello scoprire che dentro ad ogni paesaggio c'è una possibilità di riconnessione con il nostro pianeta vivente. Non una visita guidata ma " una passeggiata che va a fare anima di paesaggio", secondo l'ispirante espressione coniata da Luigi Lombardi Vallauri.
Su quali progetti sta lavorando attualmente?
Quello su cui sto lavorando ora è il mio nuovo spettacolo,
Sillabario della natura. È anche questo un "essere" un po' ibrido, un po' teatro, un po' installazione, un po' concerto. Ci sono tanti piccoli "giardini da meditazione", "bonsai di paesaggio": le persone siedono e possono osservarli da vicino, giocare con la mente. Ci sono testi miei ma anche di ospiti come Antonio Catalano, la scrittrice-giardiniera Pia Pera, il geo-poeta Matteo Meschiari, Jealuddin Rumi, padre della filosofia sufi. Fra un frammento e l'altro corrono corrispondenze "segrete". E poi c'è la musica bellissima e la presenza forte di un grande musicista Carlo Actis Dato. Il gioco è fra la poesia e la scienza, una partitura che cambierà di volta in volta, accogliendo nuovi ospiti e modificandosi a seconda delle situazioni. Presentiamo al festival la prima versione di
Sillabario sabato 7 giugno alle 17.
Quali sono i prossimi appuntamenti di Naturalmente Arte?Il 14 giugno saremo nel territorio della Franciacorta e di Sebino nell'ambito della sezione organizzata dal Teatro Telaio con la nuova tappa del
Terzo passo:Passeggiata teatrale nel bosco di Fantecolo tra il sonno e la veglia in tre prologhi, quattro monologhi e cinque finali, con la drammaturgia e regia di Antonio Catalano e Angelo Facchetti, con 17 artisti fra attori, musicisti e artisti visivi. Si proseguirà poi con un articolato programma fino al 23 luglio, fra cui la nuova produzione del Telaio per il festival,
L'orco, la fenice e l'elfo. Inoltre, dal 20 giugno al 30 luglio si svolger la sezione di Piccolo Parallelo all'interno Festival del Parco dell'Oglio con un programma ricco e con un'altra interessantissima creazione nata all'interno della
Rete per il teatro natura, un'altro spettacolo itinerante, per più giorni a contatto diretto con il fiume. Si intitola
Meditazioni verso Eva nascente, una coproduzione di Piccolo Parallelo e Teatro delle Selve che si potrà vedere anche nella sezione sul Lago d'Orta, che inizierà con una "notte verde" il 21 giugno dalle ore 22.30 fino all'alba, con teatro itinerante notturno e salita dall'Isola di S. Giulio al Monte Mottarone. Vi prenderò parte anch'io assieme al Teatro Telaio, a Laura Pariani, Malecorde, O'Thiasos, Simona Zanini e Teatro delle Selve.
(a cura di enzo fragassi)
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(13:11 - 28 mag 2008)