"Per tutta la vita ho inseguito un sogno: rendere il lavoro più umano". Non sono le parole di un ispirato filosofo della morale, né di un prelato conciliare, né di un sindacalista idealista. Così ha esordito lo stilista Brunello Cucinelli presentando a Milano, in una piovosa giornata di primavera, il teatro che porta il suo nome.
L'edificio è stato costruito negli ultimi sette anni a Solomeo, antico borgo trecentesco sulle colline di Perugia, che Cucinelli ha restaurato pietra dopo pietra, facendone la sua dimora e la sede dell'industria tessile che oggi impiega circa 500 dipendenti. Il teatro è parte di un progetto architettonico più ampio, di ispirazione classica, che comprende un anfiteatro, un ginnasio e un ninfeo, riuniti nel Foro delle Arti. Il teatro di cashmere (perché questo è il pregiato materiale di cui sono fatti i pullover e le giacche che Cucinelli esporta in tutto il mondo), sarà inaugurato il 3 settembre dall'anteprima per la stampa della pièce Nel bosco degli spiriti. A dirigerla è stato chiamato Luca Ronconi, mentre le musiche sono di Ludovico Einaudi. Il testo, tratto da un racconto dello scrittore nigeriano di etnia yoruba Amos Tutuola, è stato adattato da Cesare Mazzonis.
Non è un amore transitorio quello di Cucinelli per il teatro, dal momento che da un settennato presiede lo Stabile umbro. Il complesso che porta il suo nome entrerà a far parte del circuito regionale ma, dice, "mi piacerebbe che diventasse un luogo di incontri, in cui un artista può recarsi a scrivere, riposarsi e creare". Sarà una sorta di factory, insomma, di gusto e ispirazione tutti rinascimentali. Del resto l'edificio, che misura 38 metri di lunghezza per 13 di larghezza e 10 di altezza (240 i posti disponibili), deve le sue forme ai modelli rappresentati da teatri di Sabbioneta e Farnese, riferimenti architettonici precisi che si collocano a cavallo fra XVI e XVII secolo, un periodo d'oro per le scienze umanistiche, di cui lo stilista è appassionato culture, tanto da essersi meritato l'appellativo di "stilista filosofo".
Self-made man atipico per il milieu imprenditoriale italiano, Cucinelli non ha ereditato la sua azienda dal padre o dal nonno. Con un diploma di geometra in tasca e studi di Ingegneria non terminati alle spalle, ha aperto a 25 anni il suo primo laboratorio per la produzione di capi in lana pregiata, dopo quello che lui chiama il "periodo del bar", che gli è servito a capire molte cose della vita e a mettere a punto una filosofia propria, nutrita di istinti socialisti e liberalismo. Alcuni anni dopo, quando ormai le cose hanno cominciato a ingranare - siamo nel 1985 - acquista il castello diroccato di Solomeo, un borgo quasi abbandonato che si erge alle porte di Perugia, dove abita la fidanzata (e futura moglie) Federica. Il resto è una storia un po' utopistica, come l'ha definita Ronconi, che tuttavia sembra svilupparsi egregiamente, quasi come in una favola.
Ecco forse perché, per l'inaugurazione del nuovo spazio teatrale, Ronconi ha scelto il racconto di Tutuola, una vicenda fantastica e bizzarra, ambientata nell'Africa profonda, che racconta, non senza spunti picareschi, un viaggio verso l'oltretomba. Prodotto dal Centro teatrale di Santa Cristina, di cui Ronconi è fondatore, lo spettacolo alterna parola, musica e danza, grazie alla voce della cantante di origini maliane Rokia Traorè (accompagnata dal vivo da un'orchestra etnica) e alle movenze di Ibrahim Ouattara, danzatore e coreografo originario del Burkina Faso. La parte recitata sarà invece affidata a cinque interpreti italiani: Fausto Russo Alesi, Riccardo Bini, Vinicio Marchioni, Fabrizio Nevola e Marco Vergani. Le scene sono di Margherita Palli e i costumi di Simone Valsecchi e Gianluca Sbicca.
Sugli allestimenti futuri, lo stilista-filosofo non si è sbilanciato, ma di sicuro guarda lontano, dal momento che il suo teatro intende durare "almeno tre, cinque secoli, come facevano gli antichi". A giudicare dagli inizi, la strada sembra quella giusta.
di enzo fragassi
(11:07 - 25 ago 2008)
28/06/2011
Ermanna Montanari: "A Santarcangelo 2011 l'attore torna protagonista
21/06/2011
Franco Quadri critico: teatro premier amour
21/06/2011
Fabrizio Arcuri: "Il nostro Brecht Artefatto"
09/06/2011
Nozze di sangue
02/06/2011
Nekrosius, dalla Lituania alla Puglia