Un'occasione per fare il punto sulla giovane scena italiana viene offerta dal premio Extra, una selezione di nuovi gruppi - ideata e coordinata da Andrei Nanni - che si svolge a Forlì fino a domenica 2: il progetto, che è stato avviato un anno fa, ha posto in luce 207 realtà fra i 18 e i 35 anni. Fra queste, una giuria di critici e operatori della stessa età ne ha scelte 14, presentate in questi giorni insieme a 7 compagnie fuori concorso. I tre gruppi vincitori, oltre a un contributo economico, avranno un sostegno per la circuitazione.
Martedì 4 approda a Roma, al Teatro India, Animenere, il nuovo spettacolo che Alfonso Santagata ha costruito in un singolare work in progress iniziato, se non sbaglio, nell'estate del 2007 al Castello Pasquini di Castiglioncello col titolo Tremendo / Meraviglioso: a ispirarlo è un romanzo di Giuseppe Montesano, Di questa vita menzognera, che l'attore-regista intreccia a suggestioni di Nanni Balestrini, Erri De Luca, Giuseppe Ferrandino, Roberto Saviano e altri autori che si misurano coi guasti della società italiana. In questa sua estrosa creazione, che ha lo stile narrativo di una stralunata soap-opera, Santagata sviluppa le vicende - a metà tra la farsa e l'incubo - di un'emblematica famiglia Belmondo, un clan di arroganti imprenditori dagli ideali sinistramente berlusconiani, che aspira a conquistare ricchezze e potere facendo commercio di qualunque cosa, sacrificando ogni residuo di valori: nella loro corsa al successo, i personaggi compongono un'esemplare galleria di piccoli mostri del nostro tempo.
Sempre martedì 4, al Teatro Out Off di Milano, debutta in "prima" nazionale Pasqua, un testo di August Strindberg fra i meno rappresentati sulle nostre scene: ad affrontarlo è la regista Monica Conti. L'appuntamento è interessante anche perché il dramma, scritto nel 1900, mostra un aspetto in qualche modo meno noto della complessa personalità dell'autore svedese, che si trovava allora nel pieno di quella tensione spirituale da cui nacquero opere come Verso Damasco e Avvento. L'azione, che Strindberg accostò a un "mistero", a una sacra rappresentazione, si svolge nell'arco dei tre giorni della festività cristiana, tra il venerdì santo e la domenica. Al centro degli avvenimenti c'è la famiglia del vecchio Heyst, un uomo chiuso in carcere per un crimine, alla quale si presenta un inflessibile creditore: insolitamente, Strindberg attribuisce tuttavia all'intreccio un finale di speranza e redenzione, in cui il creditore rinuncia al suo denaro per una gentilezza ricevuta da Heyst tanto tempo prima.
di renato palazzi
(18:51 - 31 ott 2008)
30/06/2011
Come orientarsi tra i festival
25/06/2011
Spoleto o Napoli? Meglio tutti e due
17/06/2011
Le mille voci dell'anima
10/06/2011
Italiani ieri e oggi. Terroni & polentoni
04/06/2011
Comincia la stagione dei festival