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17:31 - venerdì 10 febbraio 2012


Rodrigo Garcia by Giorgio Barberio Corsetti

Rodrigo Garcìa, l'autore-regista argentino attivo a Madrid con una propria compagnia di attori spagnoli, è noto per le sue posizioni rabbiosamente no-global, per la sua rappresentazione della vita come un eterno scontro fra l'Occidente opulento e sprecone e il Terzo Mondo affamato, per la sua ossessiva avversione nei confronti dei grandi marchi internazionali, Ikea, la Nike, i McDonald's. Fra i suoi spettacoli, la Storia di Ronaldo, il pagliaccio del McDonald's è appunto uno dei più emblematici. La versione da lui diretta era stata presentata anni fa al festival delle Colline Torinesi. Ma ora, come già è accaduto con Note di cucina - affrontato all'Out Off di Milano da Lorenzo Loris (leggi la recensione) - anche questo suo testo viene proposto da un regista italiano del calibro di Giorgio Barberio Corsetti, il cui allestimento sarà presentato sabato 29 e domenica 30 al Teatro India di Roma: è un'occasione per accostarsi a un'opera di questo grande eversore della scena da un punto di vista diverso e in qualche modo più "oggettivo".

Marco Martinelli, il regista del Teatro delle Albe, alterna da sempre agli spettacoli veri e propri degli interventi teatrali condotti coi giovanissimi esponenti di particolari comunità sociali, di cui scatena le energie creative in quei dirompenti progetti formativi che egli definisce come esperienze di "non-scuola". In special modo l'Ubu re, un suo testo di riferimento, è stato realizzato in diverse chiavi nel sobborgo napoletano di Scampia, nel quartiere africano di Chicago e in un villaggio del Senegal (leggi l'approfondimento e un'intervista al regista).

Proprio quest'ultima messinscena, rappresentata per la prima volta l'anno scorso durante il "prologo" del Festival di Napoli, arriva da mercoledì 3 al Teatro Franco Parenti di Milano: Ubu buur, che è una nuova rivisitazione de I Polacchi, la riscrittura del capolavoro di Jarry divenuta quasi un manifesto della compagnia, gioca su una serie di contaminazioni linguistiche e culturali: tre attori "storici" delle Albe, Ermanna Montanari, Mandiaye N'Diaye e Roberto Magnani, affiancano un trascinante coro di ragazzi neri, la parlata africana si intreccia strettamente al dialetto romagnolo.

Sempre a Milano, al Teatro dell'Arte, mercoledì 3 debutta anche Il feudatario, una commedia poco nota di Goldoni, radicalmente reinventata dalla giovane Letizia Russo in occasione dell'ultimo festival di Venezia, dedicato alle riscritture goldoniane: il testo originale, in cui un ragazzo eredita una tenuta agricola, ma per prenderne possesso deve sposare la fanciulla che ne rivendica diritti su di essa, diventa il livido spaccato di uno scontro di potere all'interno della malavita, per il controllo di una fabbrica di sterco.

di renato palazzi

(18:46 - 28 nov 2008)


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