Molte compagnie sono a riposo per le feste natalizie, e gli amanti del teatro troveranno qualche difficoltà nella ricerca di occasioni significative per uscire di casa abbandonando panettoni e tavolate famigliari. Va segnalato, comunque, il ritorno a Napoli del fortunato, premiatissimo Chiove, la deliziosa trascrizione in dialetto partenopeo di un testo dell'autore catalano Pau Mirò, Plou a Barcelona, in programma da venerdì 26 al Nuovo Teatro Nuovo. Come forse qualcuno ricorda (leggi la recensione), l'esilissima vicenda - spostata dalle Ramblas ai Quartieri Spagnoli - è costruita sulle relazioni fra tre personaggi, la giovane prostituta Lali, che coltiva dei teneri sogni di perbenismo, il suo protettore Carlo e Davide, un libraio che è il cliente prediletto di lei, e l'aiuta a farsi una cultura. Lo spettacolo, diretto con mano felice da Francesco Saponaro, è da vedere in primo luogo per la bella prova degli attori, Enrico Ianniello, Giovanni Ludeno e soprattutto la rivelazione Chiara Baffi.
Un altro spettacolo da non perdere - lieve, ingegnoso, accattivante sotto molti aspetti - è Pasticceri, che l'irresistibile duo formato da Roberto Abbiati e Leonardo Capuano presenta sabato 27 e domenica 28 al Teatro Biblioteca Quarticciolo, nella periferia di Roma, per poi riprenderlo da martedì 30 al Furio Camillo. Si tratta, come già si era detto ai tempi del debutto, di un rifacimento decisamente molto libero del Cyrano di Bergerac, che rovescia imprevedibilmente il finale del dramma di Rostand. La trama ruota attorno a due gemelli, diversi nell'aspetto fisico e opposti nel carattere, ma entrambi abilissimi pasticceri. I due, come a poco a poco scopriremo, amano la stessa donna, e mentre la aspettano confezionano torte e meringhe. Due gli aspetti curiosi, al di là dell'epilogo, in cui Rossana sceglierà probabilmente lo spasimante più timido e goffo: il fatto che i dolci vengono preparati sul serio, emanando aromi inebrianti, e che uno degli interpreti, Capuano, nella vita ha davvero fatto il pasticcere.
Al Teatro Goldoni di Venezia, da sabato 27 a giovedì primo gennaio, il gruppo Patakin presenta Cirk, uno spettacolo che tenta di coniugare l'azione drammatica con gli esercizi circensi: Al centro dell'intreccio ci sono gli artisti di un piccolo chapiteau di provincia la cui star, il clown Bruno, è misteriosamente scomparso, costringendo i suoi compagni a inventare dei numeri strampalati per compensarne l'assenza. La compagnia affianca attori ad acrobati e giocolieri, la regia è dell'olandese Ted Keijser.
di renato palazzi
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