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06:25 - giovedì 17 maggio 2012


Aspettando Godot e altri debutti

Passate le abbuffate d'altro genere che hanno scandito il periodo delle feste natalizie, i teatri propongono un carnet di debutti piuttosto sostanzioso. A Milano, a parte il ritorno alla ribalta del bellissimo Sogno di una notte di mezza estate diretto da Ronconi (al Teatro Strehler, da venerdì 9 a giovedì 22 gennaio), è da segnalare la "prima" nazionale, in programma martedì 13, della nuova produzione dell'Out Off, Aspettando Godot di Samuel Beckett, nell'attesa messinscena di Lorenzo Loris. Il regista torna così a misurarsi con un'opera beckettiana, dopo un apprezzato Finale di partita lucidamente allestito cinque anni fa: se allora egli si era accostato al testo ponendone in risalto certe nervature quasi realistiche, anche stavolta, pur nel rispetto per le indicazioni dell'autore, ne tenta una lettura personale, cogliendovi l'idea di una società spersonalizzata, dove si soffre di solitudine pur vivendo circondati dalla massa. Da non perdere Gigio Alberti e Mario Sala negli inediti panni di Vladimiro ed Estragone.

Sempre a Milano, al Teatro Carcano, da mercoledì 14 c'è Paolo Poli che affronta ora i Sillabari di Goffredo Parise, la celebre raccolta di racconti brevi che illustrano una minuziosa tipologia di sentimenti umani, rigorosamente disposti in ordine alfabetico, dalla a di amore alla s di solitudine. L'attore, ormai ottantenne, ma sempre vivacissimo, ne fa rivivere i personaggi, sullo sfondo delle immancabili canzonette più o meno idiote che svariano nel costume italiano fra gli anni Quaranta e Sessanta.

Al teatro Valle di Roma, fino a domenica 18, si replica La pelle, una sorta di squassante viaggio nel romanzo di Curzio Malaparte, che avviene sotto la guida di Marco Baliani, nella triplice veste di autore dell'adattamento, regista e interprete principale: questo desolato affresco della Napoli del dopoguerra, luogo emblematico di una miseria morale che trascende i confini geografici e temporali, viene ricostruito da Baliani e dai suoi attori come una sorta di livida testimonianza, tra la narrazione e il reportage.

Al Teatro Due di Parma, infine, si rappresenta fino a domenica 25 L'uomo del destino di George Bernard Shaw, una delle quattro "commedie gradevoli" scritte fra il 1894 e il 1897: la proposta, firmata da Gigi Dall'Aglio, è interessante perché riscopre un testo "minore", poco noto e poco frequentato sui nostri palcoscenici: il caustico autore irlandese vi raffigura per la prima volta un personaggio storico, Napoleone Bonaparte, al quale attribuisce delle pungenti osservazioni sugli inglesi e sulla società vittoriana.

di renato palazzi

(16:31 - 08 gen 2009)


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