Home > Consigli della settimana> Mariangela Melato incontra di nuovo Brecht
06:30 - giovedì 17 maggio 2012
Nel '93 avevano realizzato insieme un intenso allestimento di Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams, un paio d'anni dopo avevano affrontato il grottesco, delirante, esagerato Tango barbaro di Copi, in cui lei recitava travestita da uomo: ora Mariangela Melato incontra di nuovo la coppia di registi formata da Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, che la dirigono in un dramma brechtiano per molti aspetti esemplare, L'anima buona di Sezuan, già più volte cavallo di battaglia di Strehler.
La parabola della povera prostituta Shen-Te, l'unica anima virtuosa che tre dei hanno incontrato sulla terra, ma che per sopravvivere deve trasformarsi nel suo malvagio cugino immaginario Shui-Ta, è in programma da martedì 17 al Teatro della Corte di Genova. Con lo Stabile genovese, sede privilegiata di storiche rappresentazioni brechtiane, la Melato, oltre a una lunga serie di spettacoli precedenti, ha interpretato sette anni fa un altro dramma dell'autore tedesco, Madre Courage e i suoi figli.
Sempre a Genova, ma al Teatro della Tosse, martedì 17 e mercoledì 18 è di scena per due sole repliche il gruppo olandese Hotel Modern, la straordinaria formazione di artisti-animatori che un paio d'anni fa aveva sconvolto il pubblico milanese con Kamp, lo spettacolo in cui ricostruiva gli orrori dell'Olocausto muovendo delle statuine di creta nel modellino di un lager in miniatura: ora, con la stessa tecnica, viene proposto The great war, un lavoro sulle battaglie e le trincee della Prima Guerra Mondiale.
Continua al Teatro Litta di Milano il progetto Work in progress, l'iniziativa triennale di valorizzazione e di sostegno produttivo nei confronti di un giovane regista, che viene accompagnato passo passo nel suo percorso di maturazione: in questo caso il talento emergente è quello dell'interessante Claudio Autelli, che dopo l'Antigone di Anouilh (leggi la recensione) e una inquieta riscrittura dell'Otello scespiriano (leggi la recensione) completa ora il suo ciclo affrontando da martedì 17 gli ambigui riti di coppia de L'Amante di Harold Pinter.
Il regista Giancarlo Cauteruccio si accosta per la prima volta nel suo cammino teatrale a Pirandello, di cui allestisce uno "studio" su Uno, nessuno, e centomila. Lo spettacolo, che la compagnia Krypton presenta da mercoledì 18 al Teatro Studio di Scandicci, rilegge l'opera del drammaturgo siciliano in una chiave fortemente beckettiana: evidente, in particolare, la presenza di un "doppio" femminile del protagonista, Fulvio Cauteruccio, una donna sepolta fino alla vita come la Winnie di Giorni felici.
di renato palazzi
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