Attore atipico, romanziere di successo, Filippo Timi è dotato di una personalità artistica inquieta e multiforme, che sfugge alle definizioni troppo strette: dopo avere percorso, in questi anni, le strade più diverse, è ora autore, con Stefania De Santis, de Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche, un'ironica riscrittura dell'Amleto "tra potere, oblio, frivolezze e pazzia". Lo spettacolo, in cui Timi è affiancato, fra gli altri, dall'attrice cinematografica Marina Rocca, è al PIM di Milano da mercoledì 8 a sabato 11 (fino al 5 lo spettacolo è al Morlacchi di Perugia e poi dal 15 al 25 sarà al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. N.d.T.).
Ortographe è il nome del gruppo ravennate che tre anni fa si era conquistato una certa attenzione con una "camera ottica" creata per la Biennale di Venezia: ora i suoi due registi, Alessandro Panzavolta e Angela Longo, presentano un nuovo risultato della loro ricerca, sempre incentrata su dispositivi ottici: combinando effetti visivi e sonori, Tentativi di volo vuole ricostruire "il ricordo che il volo notturno lascia nel sognatore al risveglio". Da venerdì 3 a domenica 5 alle Artificerie Almagià di Ravenna.
Negli stessi giorni, sempre per la stagione di Ravenna Teatro, c'è un'altra "storica" formazione romagnola, Masque Teatro, che in orari alternati presenta nella sua sede - l'ex Filanda di Forlì - Materia Cani Randagi: partendo dalle influenze del cineasta ungherese Bela Tarr e del poeta-filosofo goriziano Carlo Michelstaedter, il regista Lorenzo Mazzocchi evoca l'immagine di un minaccioso ordine universale, con mille bottiglie che tremano e tintinnano all'avanzare di un'oscura forza tecnologica.
Un grande attore e un grande coreografo incrociano le loro esperienze nel segno di Pasolini: è ricavato dagli undici poemetti che compongono la raccolta Le ceneri di Gramsci, recitati e danzati dall'insolita coppia formata da Sandro Lombardi e Virgilio Sieni, lo spettacolo in scena fino a mercoledì 8 al Teatro India di Roma: all'incontro fra la parola e il corpo corrisponde un altro, ideale incontro, quello fra Pasolini e l'intellettuale marxista, uniti dall'attenzione al proletariato, divisi dal diverso peso che il poeta diede alla trasgressione personale.
È spesso capitato, in questi anni, che creazioni destinate alla prima infanzia offrissero sorprendenti suggestioni allo spettatore adulto: dopo alcune repliche nelle materne e negli asili-nido, il Teatro Gioco di Vita di Piacenza propone a un pubblico più ampio il suo nuovo lavoro sul teatro d'ombre, Ranocchio, piccole storie di animali sulla scoperta della vita e della morte, tratte dai libri del grande illustratore Max Velthuijs. Lo spettacolo è in programma sabato 4 e domenica 5 alle 16, 30 all'Officina delle Ombre.
di renato palazzi
(12:33 - 03 apr 2009)
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