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06:33 - giovedì 17 maggio 2012


Da Napoli alle Colline torinesi

Entra nel vivo il Napoli Teatro Festival Italia. È difficile, in un programma così ricco, indicare gli appuntamenti da non perdere: suggerirei comunque Le città visibili, scritto dal drammaturgo di Singapore Chay Yew e diretto da Giorgio Barberio Corsetti, che pone a confronto gli stereotipi su Oriente e Occidente (dal 6 al 14 al Real Albergo dei Poveri) e Interiors dello scozzese Matthew Lenton, ispirato a un'inquietante pièce di Maurice Maeterlinck, con attori italiani e inglesi (dal 10 al 14 al Teatro Sannazzaro). Da vedere, dal 9 all'11 al Teatro Nuovo, Music-hall, il primo dei due allestimenti dello stesso testo di Jean-Luc Lagarce, firmato in questo caso dal regista spagnolo Luis Miguel González Cruz (il secondo, con Fanny Ardant, debutterà il 26). Dal 9 al 21, nei sotterranei di via Chiaia, lo scozzese Andy Arnold rappresenta Monaciello, uno dei vari progetti ambientati nel sottosuolo. Working for paradise è invece un laboratorio sul tema del lavoro condotto da Matthias Langhoff su opere di Heiner Müller e di tre giovani autori italiani (dal 7 al 21 al Liceo Artistico Statale).

Venerdì 5 comincia anche il Festival delle Colline Torinesi, dove prosegue il viaggio dei Motus nel tormentato mondo dell'adolescenza: dopo X (Ics) Racconti crudeli della giovinezza, al Teatro Astra da venerdì a domenica, e la performance Crac (leggi la recensione), in scena nella stessa sede lunedì, il gruppo presenterà il12 e il13 Let the sunshine in_(Antigone) contest #1, un primo studio sul mito di Antigone, affrontato nella chiave dello scontro generazionale e realizzato nei suggestivi spazi delle Officine Grandi Riparazioni.

Da segnalare, fra le altre proposte delle prossime sere, la prima del nuovo spettacolo dell'Iraa Theatre, la compagnia italo-australiana di Renato Cuocolo e Roberta Bosetti, che trascinano il pubblico a scrutare nella propria intimità, vera o presunta: The persistence of dreams: love me tender si svolge dal 7 al 26 in un appartamento privato dove è ammesso un solo spettatore per volta. Da lunedì a mercoledì approda infine alla Cavallerizza Reale Yo en el futuro, una creazione fra cinema e teatro del regista argentino Federico Leon.

Non è facile spiegare in poche parole lo straordinario successo di Chiove (leggi la recensione), uno spettacolo nato quasi marginalmente tra le pieghe del Festival di Napoli: l'esile testo del catalano Pau Mirò, grazie alla traduzione partenopea di Enrico Ianniello, all'accorta regia di Francesco Saponaro (leggi l'intervista) e soprattutto alla delicata interpretazione di Ianniello, di Giovanni Ludeno e di Chiara Baffi - premio Duse e Premio Ubu come giovane attrice - è stato accolto con particolare affetto dal pubblico. È al Teatro India di Roma fino al 14.

di renato palazzi

(16:54 - 05 giu 2009)


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