Home > Consigli della settimana> L'Idiota di Eimuntas Nekrosius al debutto
17:25 - venerd́ 10 febbraio 2012
Nello splendido ambiente dell'area archeologica di Tivoli si svolge, da mercoledì 17, la terza edizione del Festival di Villa Adriana: il cartellone è come sempre incentrato su una serie di appuntamenti con la danza presentati su un palcoscenico all'aperto, nella luce del tramonto, e firmati da diversi coreografi di rilievo, da Russell Maliphant a William Forsythe. Ma fra loro spicca anche la presenza di un grande maestro del teatro di prosa come Eimuntas Nekrosius. Dopo avere realizzato con successo, nella scorsa stagione, l'Anna Karenina di Tolstoi (leggi la recensione), il regista lituano si misura in questa sede, dal 17 al 19, con un altro capolavoro dell'amata letteratura russa dell'Ottocento, L'idiota di Dostoevskij, che affronta nel suo solito stile onirico, febbrile, visionario: il protagonista, il principe Myshkin, affidato al giovane attore Daumantas Ciunis, diventa qui per Nekrosius l'emblema di un'ingenua fiducia nella bellezza in un mondo materialista che non sa più cosa farsene.
Domenica 14 comincia anche un altro festival di piccole dimensioni ma dai programmi alquanto selezionati, Teatri delle Mura di Padova, che - sotto l'appassionata direzione di Andrea Porcheddu - alterna gli spettacoli veri e propri ai laboratori e alle dimostrazioni di lavoro. L'apertura è affidata a due opere di Shakespeare, entrambe colte da punti di vista non proprio convenzionali: Il Mercante di Venezia nel chirurgico allestimento di Massimiliano Civica e l'Amleto diretto da Denis Fasolo. Fra le proposte più significative delle sere successive, da segnalare Flatlandia della Socìetas Raffaello Sanzio (lunedì 15), la nuova produzione di Scena Verticale, U tingiutu, un Aiace di Calabria, scritto e interpretato da Dario De Luca (martedì 16), e l'interessante ripresa di Interrogations, uno storico, incantevole spettacolo dell'attore-regista giapponese Yoshi Oida, il cui testo si basa su alcuni celebri koan, i paradossali enigmi che i maestri zen utilizzano per aprire la mente ai loro allievi (giovedì 18).
I racconti terrificanti di Edgar Allan Poe, nella sontuosa traduzione di Giorgio Manganelli, sono la materia di una singolare "installazione" itinerante ideata e interpretata da Valter Malosti - recente vincitore del Premio della Critica per Quattro atti profani (leggi la recensione) - al Festival delle Colline Torinesi: da martedì 18 la performance si dipana in varie stanze della Cavallerizza Reale di Torino. La precedono, martedì 16 e mercoledì 17, due anteprime dello stesso lavoro in forma di concerto, con cui Malosti debutterà poi il 22 al Festival di Mantova.
di renato palazzi
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