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11:05 - mercoledì 23 maggio 2012


Rafael Spregelburd: i miei peccati capitali

Il trentanovenne argentino Rafael Spregelburd, è la vera scoperta di Prospettive09, il festival d'autunno del teatro Stabile di Torino curato da Mario Martone e da Fabrizio Arcuri. Nato nel 1970 a Buenos Aires, Spregelburd si forma come attore con Daniel Marcove e Ricardo Bartis, ma a soli ventidue anni scrive il suo primo testo teatrale, Cucha de almas, vincendo in quello stesso 1992 il Premio nazionale di drammaturgia. Da quel giorno ha portato in scena più di 30 testi teatrali (fra i suoi maestri riconosciuti c'è José Sanchis Sinisterra) diventando famoso in tutto il mondo collaborando fra gli altri con la Schaubühne di Berlino, con il Theaeterhaus di Stoccarda e con il Royal Court di Londra. Anche come traduttore si è sempre dedicato alla drammaturgia contemporanea lavorando su testi di Harold Pinter (qualcuno lo chiama "il Pinter tropicale"), Marius von Mayenburg, Wallace Shawn. Fra le sue opere anche una teatronovela che è una vera e propria saga argentina, Bizarra, con circa 50 attori messa in scena nel 2003. A Torino Spregelburd ha presentato con il suo gruppo El Patron Vasquez due testi: Paranoia, che fa parte della Eptalogia di Hieronymus Bosch - la sua opera più completa e importante di prossima pubblicazione da Ubulibri - e Buenos Aires, rappresentato all'estero ma mai in Argentina perché lì si mostra con grande crudeltà l'enorme insensatezza che regge il modo di essere di quel popolo. Grande successo, e pubblico in gran parte giovane che ha anche affollato l'incontro nel quale Spregelburd ha raccontato il suo personale way of life teatrale, di cui vi riportiamo alcuni punti.

Il mio teatro
"Con il mio teatro racconto la dissoluzione della morale e di un'epoca, quella in cui vivo. Ma soprattutto voglio "attentare" al sistema teatrale argentino mettendone in discussione regole e scene. A Buenos Aires ci sono 400 sale teatrali e questo a un osservatore esterno dà l'impressione che fare teatro sia facile. In realtà la lotta per emergere è durissima perché a Buenos Aires chi non è uno psicanalista è un teatrante. Quando ho cominciato a farmi conoscere anch'io ho pensato che sarebbe stato facile per me fare accettare delle proposte. Ho quindi pensato a dei progetti possibili, ma mi sono reso presto conto che da noi non interessa ciò che è possibile, quanto l'impossibile. Per esempio quando ho scritto la mia teatronovela Bizarra che richiedeva cinquanta attori mi è stato più facile trovare un teatro perché era lo smisurato di questo progetto a interessare."

Come nasce "Eptalogia di Hieronymus Bosch"
"Eptalogia di Hieronymus Bosch è formata da sette testi dedicati a quelli che per me sono i sette peccati capitali di oggi. L'idea di scrivere una serie di testi su quest'argomento mi è venuta osservando in un museo di Madrid la tavola dipinta da Bosch sull'argomento in un modo che a me è sembrato molto teatrale. Era un'opera morale che voleva dare un messaggio. Tutto in quest'opera è mostruoso e l' epoca - la fine del Medioevo - che lui evoca è altrettanto mostruosa. A me interessava scrivere sulla fine della mia epoca , sulla modernità e sulla libertà che è il valore fondante della modernità, scardinando la metafora. In Argentina quando al tempo della dittatura si andava a teatro ci si trovava di fronte a dei testi metaforici pensati per dire delle cose proibite, per sfuggire alla censura. Per esempio si poteva mettere in scena un militare rappresentandolo come se fosse un parrucchiere con una chiara chiave di decodificazione che il pubblico capiva benissimo.
I miei sette testi , indipendenti uno dall'altro, sono scritti come se noi avessimo perduto il dizionario per capire la modernità . Dunque bisogna andare oltre: io lo faccio associando a ogni nuovo vizio la traccia di uno antico."

I sette nuovi peccati capitali
"Il primo testo si intitola L'inappetenza che sostituisce la lussuria di Bosch, è una specie di introduzione al tutto e dura circa 20 minuti. Il secondo, La stravaganza (per Bosch l'invidia) è un monologo scritto per un'attrice . Il terzo, La modestia (superbia per Bosch) si svolge in due parti e in due luoghi diversi: la prima a Trieste, la seconda a Buenos Aires. La quarta, La stupidità, che prende il posto dell'avarizia, è un road movie per 5 attori che interpretano 25 personaggi e che racconta di un gruppo di gente che cerca di arricchirsi a Las Vegas. Il quinto si intitola Il panico (accidia per Bosch): è molto legato alla crisi argentina e racconta l'orrore dell'incontro fra vivi e morti. Il sesto, La paranoia, che ho presentato a Torino, sostituisce il peccato della gola ed è ambientato in un futuro lontanissimo. Con La caparbietà, per Bosch l'ira, si chiude l'Eptalogia. È un viaggio nel tempo dove le parole non corrispondono, c'è un enorme mistero avvolge tutto. Come nei film di David Lynch: ti sembra di capire e poi invece ti ci perdi dentro."

di maria grazia gregori

(12:20 - 27 ott 2009)


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