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17:43 - venerd́ 10 febbraio 2012


VIE: scene contemporanee a Modena_Carpi_Vignola

Si presenta come sempre ricco di anteprime il cartellone del festival VIE, quest'anno allargato oltre il perimetro del consueto triangolo Modena, Carpi, Vignola, fino a ricomprendere anche Correggio e Rubiera. Più ancora che in passato, la quinta edizione (dal 9 al 17 ottobre), si apre gli influssi della scena performativa internazionale, grazie al progetto Prospero, che annovera, oltre alla Fondazione Emilia Romagna Teatri, un network europeo di teatri che va dal Portogallo alla Finlandia, passando per Belgio, Francia e Germania. Proprio da Berlino giunge a Modena per l'inaugurazione del festival il regista quarantenne Thomas Ostermeier, fresco destinatario del premio attribuitogli dall'associazione dei critici francesi. Suo è l'allestimento di John Gabriel Borkmann di Ibsen, con tre artisti d'eccezione come Angela Winkler, Kirsten Dene e Josef Bierbichler. L'Italia partecipa al progetto con La menzogna, il toccante lavoro realizzato da Pippo Delbono con la sua inseparabile e variegata compagnia, prendendo spunto dalla tragedia della Thyssen-Krupp di Torino, in cui - era il dicembre del 2007 - perirono sette operai (recensione).

Fra le anteprime italiane di sicuro rilievo c'è Perestrojka, seconda parte del progetto Angels in America firmato da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, che segue il già premiato Si avvicina il millennio (recensione). E Pali, nuova produzione del duo siculo Scimone-Sframeli, interprete di un teatro dalla chiara impronta beckettiana, temprata da influssi mediterranei. Possibilmente da non mancare anche gli esordi di Teatrino Clandestino con OpenOptio, spettacolo realizzato in residenza presso la municipalità rom di Suto Orizari, unica al mondo; Teatro sotterraneo con la versione definitiva del nuovo agglomerato sul tema della paura, intitolato Dies Irae, di cui in estate avevamo avuto già un assaggio (leggi); e ancora il gruppo Orthographe, che prosegue il proprio percorso di ricerca nel potere dell'immagine con Controllo remoto, ancora incentrato sulla paura - vera protagonista di questo primo scorcio di millennio.

La giovane età media di alcuni dei gruppi citati viene ulteriormente abbassata a VIE dalla presenza di formazioni giovanissime, per formazione ed età anagrafica: si va da Dewey Dell, compagnia guidata dai tre fratelli Castellucci (Teodora, Agata e Demetrio), lanciati un paio di stagioni fa da Fies Factory, agli spettacoli - segnalati dal premio Scenario - di Codice Ivan (vincitore con Pink, Me & The Roses), Anagoor, Marta Cuscunà e Odemà (Davide Gorla, Enrico Ballardini e Giulia D'Imperio).

Altre ventate di teatro estero proverranno dai tedeschi Neuer Tanz, dal giapponese Toshiki Okada, indicato come uno dei protagonisti emergenti nell'area del teatrodanza, Israel Galvàn - che ha attualizzato il tradizionale flamenco andaluso senza snaturarlo - e soprattutto il Belarus Free Theatre, originale formazione bielorussa che conduce da anni una tenace lotta di controinformazione teatrale contro il regime al potere nel Paese ex-sovietico, venendo per questo sistematicamente perseguito in patria. Quattro sono gli spettacoli che la formazione proporrà a VIE, inaugurando una nuova campagna a favore della convenzione delle Nazioni Unite contro le sparizioni forzate. Il Belarus Free Theatre, sostenuto nella propria azione anche dal premio Nobel Harold Pinter negli ultimi anni della sua vita, ha ricevuto recentemente il premio per i diritti umani della Repubblica francese.

Www: VIE Festival

di enzo fragassi

(17:29 - 08 ott 2009)


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