Home > Consigli della settimana> Da Brook a Pinter a Berkoff, il teatro parla english
06:51 - giovedì 17 maggio 2012
È sicuramente da vedere, fino a domenica 15 al Teatro San Ferdinando di Napoli, Love is my sin (L'amore è il mio peccato), lo spettacolo che Peter Brook ha ricavato dai sonetti di Shakespeare: è una sorta di viaggio nell'intimità del grande drammaturgo, nei suoi desideri, nelle sue passioni, una riflessione a due voci - condotta da Natasha Parry e Michael Pennington - sul senso delle relazioni sentimentali e sulle varie fasi del loro dispiegarsi, dall'attrazione iniziale alla separazione al tradimento.
Un altro approccio al mondo del creatore dell'Amleto è invece offerto dal Teatro della Tosse di Genova: venerdì 13 e sabato 14 è di scena il graffiante autore-attore inglese Steven Berkoff col suo magistrale Shakespeare's Villains, un'incalzante antologia dei personaggi negativi, delle figure dei cattivi ritagliati da varie opere scespiriane. Berkoff non si limita a passare con disinvoltura da Iago a Macbeth, da Shylock allo spettro, ma li commenta, li analizza, spettegola sugli attori che li hanno interpretati.
Da sabato 14, per tre settimane, Udine rende omaggio ad Harold Pinter con un progetto articolato intitolato Living Things: in una serie di spazi anomali - delle stanze all'interno del Teatro San Giorgio - verranno presentati grandi testi, "corti", sketch, poesie, video. Si comincia con Il calapranzi, regia di Gigi Dall'Aglio, e con Il custode diretto da Francesco Pennacchia. Seguiranno, tra gli altri, Ceneri alle ceneri nella messinscena di Cesare Lievi e La stanza nel personalissimo allestimento del Teatrino Giullare.
Ancora Pinter, affrontato in questo caso da Elena Bucci e Marco Sgrosso: da mercoledì 18, al Teatro Santa Chiara di Brescia, i due propongono in prima nazionale - nella duplice veste di interpreti e registi - una delle sue pièce più rappresentate ultimamente, L'amante. L'ambiguo gioco erotico di una coppia borghese, in cui la moglie e il marito si raccontano le trasgressive evasioni con dei presunti amanti che altri non sono che loro stessi, suggerisce alcuni interrogativi sul mistero dell'identità, sulla libertà e la paura.
Lucia Calamaro è l'autrice e regista di Tumore, uno spettacolo desolato, uno degli avvenimenti teatrali più interessanti di un paio d'anni fa (leggi la recensione). Il suo nuovo lavoro, Magick, autobiografia della vergogna, che ha debuttato nella scorsa stagione al Teatro di Roma, conferma la sua vocazione a raccontare il dolore: è una storia di famiglia in una chiave febbrile, visionaria. Le attrici sono le stesse di Tumore, le bravissime Benedetta Cesqui e Monika Mariotti. Da martedì 17 è in programma al Teatro Litta di Milano.
di renato palazzi
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