Home > Focus> Testori-Malosti e poi Pierre Rigal alla Cavallerizza di Torino
11:10 - mercoledì 23 maggio 2012
Uno fra gli spettacoli meglio costruiti della trascorsa stagione, Passio Laetitiae et Felicitatis, torna in scena al Maneggio della Cavallerizza Reale di Torino, dal 13 al 15 novembre. L'omonimo testo di Giovanni Testori risale al 1975 e fu scritto in forma di romanzo. Da esso, il regista Valter Malosti ha tratto un allestimento sapientemente calibrato per le due interpreti: Laura Marinoni - che con questa interpretazione si è assicurata il premio della critica teatrale - e la giovane Silvia Altrui, a suo agio nel non agevole ruolo della novizia concupita dalla più matura religiosa, preda a sua volta di una torbida estasi mistica.
Come ho notato giustamente Renato Palazzi nella sua recensione, Passio Laetitiae et Felicitatis è uno spettacolo interessante anche per cogliere - grazie alla riduzione operata da Malosti - alcuni dei temi che Testori aveva toccato in alcune delle sue opere più note e controverse, in particolare la "trilogia degli scarrozzanti", composta da Ambleto, Macbetto ed Edipus, ma anche nell'Arialda. Lo stesso Malosti ha spiegato che il diverso finale da lui imposto alla pièce è stato tratto da un capitolo inedito del romanzo, scoperto fra le carte dell'archivio Testori.
La stessa location - quella della Cavallerizza Reale, in questo caso però dal 17 al 19 novembre - ospita a seguire l'anteprima nazionale di Press, una creazione del coreografo Pierre Rigal per la Compagnie dernière minute, presentata nell'ambito della rassegna TorinoDanza.
Commissionato all'artista francese nel 2008 dal Gate Theatre di Londra, questo lavoro presenta la particolarità di essere stato pensato per uno spazio ridottissimo. Tale limite, oggettivamente difficile da assimilare per chi fa del movimento il proprio mezzo espressivo, è stato spinto all'eccesso da Rigal, che ha immaginato di autoconfinarsi in uno spazio sempre più angusto, fino alle dimensioni di una scatola. Una sfida, insomma, giocata sotto l'occhio vigile di una telecamera, che richiama da un lato le spettacolari "evasioni" dell'illusionista Houdini, ma anche - sul piano simbolico - l'asfissiante riduzione degli spazi del pensiero e dell'azione, propria del nostro tempo. Eppure, malgrado tutto, alla fine il protagonista di questa lotta contro lo spazio, riuscirà forse ad adattarsi a questo universo sempre più piccolo, scandito dalle musiche eseguite dal vivo da Nihil Bordures.
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