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06:52 - giovedì 17 maggio 2012


Eleonora Abbagnato: Io ad Amici? Mai!

Pelle di porcellana, sguardo trasparente, camminata aerea. Non si fa fatica a capire perché Eleonora Abbagnato sia diventata così popolare in Italia anche a chi non frequenta gli spettacoli di danza. La sua lunare bellezza unita al fascino indiscreto di una professione per molti misteriosa e alla sua storia di reale, meritato successo, la rendono inevitabilmente "personaggio". E così eccola sulle riviste patinate. E sui red carpet. E poi negli show televisivi. E al cinema. E in videoclip. E in teatro. E in libreria. C'è da perdere la testa. E da domandarsi se, con tanta carne al fuoco, Eleonora abbia ancora chiari i suoi obiettivi; se la danza sia ancora al centro dei suoi pensieri: "Ad un certo momento senti il bisogno di dare. Specialmente se hai svolto gran parte della tua carriera all'estero, il pensiero viene in Italia e nasce il desiderio di mettere la tua esperienza e la tua conoscenza al servizio della promozione della nostra arte. Per questo, anche, ho accettato con grande entusiasmo l'incarico di consulente artistico per la danza in un teatro bellissimo come il Petruzzelli, che ha sempre avuto una grande tradizione nell'ambito della danza con memorabili ospitalità. Ed è stato entusiasmante vedere la fila di persone al botteghino per cercare di conquistare un biglietto per il gala con cui abbiamo inaugurato la stagione. Ho accettato questo impegno a Bari perché i presupposti sembrano buoni: si parla di creare anche una grande sezione dedicata alla formazione e proprio per questo sto mettendo a punto un grande stage che la prossima estate vedrà a Bari i più prestigiosi maestri della Scuola dell'Opéra di Parigi."

In genere gli artisti italiani che lavorano all'estero arrivati in Italia si scontrano con un'amara realtà...
In effetti capitano disguidi che altrove sarebbero inconcepibili. Per esempio i tempi biblici o troppo repentini di programmazione e iniziative che vengono annunciate e poi cancellate da un giorno all'altro. Inoltre il livello di confusione nel distinguere le vera qualità è tale che personaggi popolari per essere protagonisti di trasmissioni televisive vanno a insegnare in stages o a fare spettacoli pagati profumatamente, senza però che alla popolarità corrisponda un vero livello di qualità artistica.

Il riferimento è ad "Amici"?
Sì, perché è una trasmissione che inganna. Non si diventa artisti se non con anni e anni di studio e di sacrificio. E si è artisti veri se si vive la vita di palcoscenico, quella che ti permette di incontrare grandi maestri e autori che ti fanno crescere come interprete e persona. Mi sembra che ci sia troppa superficialità, insomma. E invece bisogna affidarsi davvero a persone competenti e stare attenti a mandare un tipo di messaggio che, almeno per la danza, non porta da nessuna parte. Per questo non andrò mai ad Amici. Non voglio avallare questo tipo di messaggio.

Eppure lei stessa ama apparire in televisione
Mi interessa soprattutto fare capire che anche noi ballerini non viviamo nel mondo della luna, ma siamo persone reali con problemi e pensieri e speranze; come tutti... Per un certo periodo l'immagine della ballerina era in Italia quella di una creatura intoccabile, fuori del tempo. Sì, siamo persone speciali, ma siamo soprattutto persone!

E che cosa vi rende speciali?
Il fatto che siamo divorati da una passione vera. Una passione che ci obbliga a stare tutte le mattine attaccati a una sbarra. Ma che ci dona grandi cose. Non ha prezzo aver potuto lavorare con dei geni come Pina Bausch, Neumeier o Forsythe.

Quanto sono importanti i maestri nella vostra professione?
Sono fondamentali. Soprattutto se si intende per maestri coloro che sanno indicarti la strada, con la loro sapienza e la loro esperienza. Per esempio un artista che mi ispira davvero molto è Manuel Legris, il grande ballerino di Parigi che andrà a dirigere la compagnia della Staatsoper di Vienna. E devo molto anche a Claude Bessy, l'ex direttrice della Scuola dell'Opéra. È stata lei che mi ha consigliato di prendermi una pausa dalla compagnia e fare altre esperienze artistiche. Uscire dal nido è l'unico mezzo per poter crescere e capire chi si è.

Si sentiva stretta nelle regole dell'attuale direzione del Balletto dell'Opéra?
Diciamo che l'attuale direzione tende a lasciare ai suoi danzatori poche possibilità di "uscire" dai confini della Maison e questo alle volte può creare una sensazione di soffocamento e farci perdere importanti occasioni artistiche. Spesso siamo confinati in una serie di ruoli ed è difficile debuttare in altri. Nel mio caso, ad esempio, a Bari potrò finalmente debuttare come protagonista in Giselle a fianco di Massimo Murru, con la compagnia del Balletto dell'Opera di Riga. Per me, come danzatrice, è ovvio che questo titolo è un traguardo e una sfida.

A proposito di sfide, in questo periodo sabbatico dall'Opéra si è dedicata anche al teatro, partecipando al progetto di Maurizio Scaparro Polvere di Bagdad, con Massimo Ranieri (recensione)...
È stato Massimo a chiamarmi, dopo l'incontro che avevamo avuto quando sono andata come ospite al suo show televisivo. L'alchimia è forte, lui è eccezionale e mi sta aiutando moltissimo anche nell'uso della voce e con la dizione. Ho accettato questa occasione per la qualità delle persone coinvolte e poi per sfidare me stessa con un nuovo strumento espressivo. E poi ho avuto modo di lavorare con una coreografa italiana, Adriana Borriello, che ha un linguaggio di danza molto interessante.

Un'altra esperienza è stata la partecipazione al video di Vasco Rossi Ad ogni costo. Già da giovanissima aveva partecipato al video di un complesso francese ma qui il progetto era molto più articolato...
Innanzi tutto bisogna dire che Vasco è profondamente innamorato della danza, tanto da sostenere che è la forma d'arte più completa, che lo colpisce molto. Ricordo che durante le riprese si metteva in silenzio, emozionatissimo, dietro la telecamera e seguiva passo passo la danza che Davide Bombana aveva immaginato per me. Un grande come Vasco! Eppure eccolo lì, a "rubare" ogni nostro gesto, ogni movimento, con una partecipazione emotiva incredibile. Anche in questo caso l'incontro è stato fortuito. Aveva sentito parlare di me ma non mi aveva visto: mi ha scelta dopo aver visto alcuni frammenti su Youtube.

Vista la passione di Vasco per la danza, si può pensare a un progetto teatrale che coinvolga entrambi?
Diciamo che la squadra che ha realizzato Ad ogni costo - Vasco, io, Bombana e il regista Stefano Salvati- si è trovata davvero molto bene e siamo tutti molto soddisfatti del video. L'idea di proseguire c'è senz'altro e speriamo possa realizzarsi entro la fine del prossimo anno.

Intanto in libreria il suo libro, Un angelo sulle punte, è andato a ruba. La prima edizione è esaurita. Che rapporto ha con la scrittura?
Molto naturale, nel senso che fin da piccola amavo scrivere pensieri, appunti, riflessioni sulla mia vita, le mie emozioni e gli incontri che ho fatto. Insomma avevo materiale in abbondanza per queste centosettanta pagine.

L'anno nuovo è insomma ricco di promesse e di impegni, e di vario genere (in carnet, il 1° gennaio, anche un valzer - firmato Renato Zanella e vestito da Valentino - con Nicholas LeRiche per il Concerto di Vienna, N.d.R.). Tutto pianificato dunque?
Ora, per lo meno, cerco di impostare la mia vita così. Domani, chissà. Magari lascio Parigi per andare a danzare nella compagnia di Vienna. O magari trovo un uomo e torno in Sicilia a metter su famiglia.
Irresistibile Eleonora.

di silvia poletti

(18:13 - 18 dic 2009)


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