Proseguono fino a domenica 20 le repliche del collage beckettiano che il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli presenta in collaborazione col Teatro Stabile: lo spettacolo di Pierpaolo Sepe, incentrato sul tema del fallimento, raccoglie in un unico allestimento sei diverse brevi pièce, Teatro 1, Teatro 2, Atto senza parole 1, Atto senza parole 2, Un pezzo di monologo, Cosa dove, affidate - fra drammaticità e leggerezza - a quattro attori di scuola partenopea, Tommaso Bianco, Benedetto Casillo, Gigi De Luca e Franco Javarone.
Auntie & me è una commedia nera, dall'umorismo acre e corrosivo, di Morris Panych, autore canadese mai rappresentato in Italia. La mette in scena, venerdì 11 e sabato 12 al Teatro Dante di Campi Bisenzio - che assume per la prima volta l'impegno di una produzione - il regista Fortunato Cerlino, con Alessandro Benvenuti e Barbara Valmorin: al centro dell'azione un uomo solo e un'anziana zia che sembra prossima a morire, ma sopravvive imperterrita all'attesa dell'aspirante erede, accorso al capezzale.
Ispirato a un episodio raccontato dal neurologo-scrittore Oliver Sacks, Una specie di Alaska è un testo dell'82 in cui Harold Pinter rappresenta il paradossale caso di una donna che si risveglia dal coma dopo ventinove anni, e non riesce a capacitarsi del tempo trascorso. Protagonisti - da lunedì 14 al Teatro Franco Parenti di Milano - sono Sara Bertelà, Fabrizio Contri e Orietta Notari, sotto la direzione di Valerio Binasco, che tanto come attore quanto come regista vanta una lunga consuetudine con l'autore inglese.
La regina delle nevi è una delle più celebri fiabe di Andersen: incentrata sull'avventuroso viaggio di una bambina partita per andare a liberare il suo amichetto, rapito da un'algida maga dei ghiacci, è già stata portata altre volte alla ribalta: a riproporla a un pubblico di bambini, da martedì 15 al Teatro Valle di Roma, e per tutta la durata delle imminenti feste natalizie, è ora la compagnia Kismet OperA di Bari, con la regia di Teresa Ludovico e la coreografia di Giorgio Rossi.
Le sedie è una delle pièce più ambiziose di Eugene Ionesco, e un'espressione emblematica del "teatro dell'assurdo": la vicenda dei due vecchi coniugi che, avendo un importante messaggio da comunicare al mondo, convocano una platea di presidenti e generali che non arriveranno mai, mentre il faro in cui vivono si andrà via via riempiendo di sedie vuote, è ormai un classico del Novecento: da mercoledì 16 Pietro Carriglio, che firma la regia e la scenografia, lo presenta in "prima nazionale" al Teatro Studio di Milano. Gli interpreti sono Galatea Ranzi e Nello Mascia.
di renato palazzi
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