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11:15 - mercoledì 23 maggio 2012


Al debutto le Signorine di Hermanis

Quest'ultimo scorcio di gennaio è caratterizzato da alcuni importanti debutti di rilievo internazionale. Mercoledì 27 il Teatro Storchi di Modena accoglie la prima produzione italiana di uno dei grandi innovatori della scena contemporanea, il regista lettone Alvis Hermanis, di cui già si sono visti alcuni spettacoli memorabili come A long life e By Gorki: nell'occasione, Hermanis ha allestito per Emilia Romagna Teatro Le signorine di Wilco, da un romanzo dello scrittore polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz, protagonisti Sergio Romano e Laura Marinoni.

Mercoledì 27 il Piccolo Teatro di Milano riapre invece la storica sala di via Rovello, appena restaurata, con un appuntamento di prestigio: arriva infatti il Maly Teatr di San Pietroburgo con una delle commedie scespiriane più lievi e scintillanti, Pene d'amor perdute, nella messinscena di Lev Dodin. Il grande regista siberiano torna a Shakespeare dopo un Re Lear risultato in verità piuttosto deludente. Ma forse questo delicato intreccio di sentimenti giovanili gli ha sollecitato altri tipi di risorse creative.

Sempre a Milano, da lunedì 25 al Teatro i, Dario De Luca, uno dei due fondatori - con Saverio la Ruina - del gruppo Scena Verticale nonché del festival Primavera dei Teatri, presenta il suo spettacolo U tingiutu - Un Aiace di Calabria, che tanto successo ha riscosso alla "prima" di Castrovillari: il testo, che lo stesso De Luca ha scritto ricalcando un'aspra parlata gergale e dialettale, traspone le vicende degli antichi eroi omerici in una cosca dell'odierna malavita.

È caustico e divertente, ma non fa troppe concessioni al pubblico questo Migliore che il bravo Valerio Mastandrea propone nei Teatri di Cintura di Roma, fino a venerdì 29 al Teatro Biblioteca Quarticciolo, da sabato 30 al Teatro Tor Bella Monaca. Dal monologo di Mattia Torre emerge una morale pessimista: in un mondo volgare, un individuo mite e sottomesso subisce ogni sorta di angherie finché, dopo un grottesco incidente, diventa duro e arrogante, dunque in sostanza un vincente stimato da tutti.

È tempo di confronti con quell'inesorabile strumento di analisi di un'epoca e di una società che continua ad essere La locandiera. Mentre la compagnia Le Belle Bandiere propone la sua aguzza interpretazione del capolavoro goldoniano al Teatro Sociale di Brescia, da martedì 26 Pietro Carriglio lo realizza - in un'altra chiave - al Teatro Biondo di Palermo: i protagonisti, Galatea Ranzi, Luca Lazzareschi, Nello Mascia, sono gli stessi che avevano dato la loro impronta all'Amleto della scorsa stagione.

di renato palazzi

(13:11 - 22 gen 2010)


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