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05:28 - giovedì 11 marzo 2010


Anno nuovo, nuovi debutti

Potrebbe essere, stando alle premesse, l'anno di un diffuso ritorno a Molière, caratterizzato da diversi appuntamenti di rilievo con opere dell'autore francese. Si comincia con Valter Malosti, che - reduce dal grande exploit dei Quattro atti profani di Tarantino (leggi la recensione) -ne affronta un testo solo apparentemente "minore", La scuola delle mogli, in cui l'ossessione dell'infedeltà coniugale assume una dimensione quasi patologica. Lo spettacolo, a cavallo tra farsa e tragedia, debutta venerdì 8 al Teatro Piccinni di Bari.

È un momento di estrema popolarità per Emma Dante, che dopo aver diretto la Carmen con cui si è aperta la stagione del Teatro alla Scala si trova al centro di una vasta attenzione. Al Teatro Valle di Roma, da venerdì 8 a domenica 24, l'ETI le dedica una retrospettiva: saranno presentati due spettacoli, Le pulle e Vita mia, uno "studio" su una nuova creazione, Acquasanta, un film, mPalermu, una mostra fotografica di Giuseppe Distefano e una lectio magistralis all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica.

Massimo Schuster è il fantasioso attore-marionettista lodigiano che, emigrato in Francia molti anni fa, ha creato il Théâtre de l'Arc-en-terre, una delle più originali formazioni europee nel campo del teatro di figura. La sua nuova proposta, Otello&Iago, vuole accostarsi con irriverenza al grande testo scespiriano, cogliendovi soprattutto il tema della diversità, della difficoltà di integrazione da parte dell'immigrato. Lo spettacolo, che affianca interpreti in carne e ossa a bizzarre marionette ispirate a sculture congolesi, va in scena da martedì 12 al Teatro Verdi di Milano.

Elena Bucci e Marco Sgrosso, con la loro compagnia Le Belle Bandiere, hanno un proprio modo particolare di misurarsi con i classici, asciutto, tagliente, tutto immerso in una sensibilità contemporanea: con questa lucidità senza fronzoli i due attori rileggono ora La locandiera di Goldoni, in una messinscena in cui la protagonista, Mirandolina, viene vista come colei che prova a rimettere ordine in un microcosmo di solitudine, di angosce, di paure. Da martedì 12 al Teatro Gobetti di Torino.

Beppe Rosso ha già portato alla ribalta due provocatori testi dell'americana Jane Martin, Keely and Du (recensione) sull'integralismo anti-abortista, e Jack e Jill sull'amore ridotto a mito consumistico: ora l'attore-regista torinese ne allestisce Flags, una dura requisitoria sulle conseguenze della guerra, in cui la storia di una famiglia che non può accettare la morte del figlio in Iraq assume l'andamento di una tragedia greca. Da giovedì 14 alla Cavallerizza Reale di Torino.

di renato palazzi

(09:59 - 08 gen 2010)


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