Mentre il calendario e il meteo insistono nel ribadire che siamo in mezzo all'ennesimo inverno del nostro scontento, arrivano le prime anticipazioni del calendario festivaliero, che detterà l'agenda dei mesi estivi. Ad annunciare già il suo programma definitivo è il Ravenna Festival, che da qualche anno, accanto alla prestigiosa sezione musicale e una ricca apertura sul teatro, ha una vivace programmazione coreografica. La quale non esula dal richiamo del grande divo e dalla tradizionale residenza di Micha Van Hoecke, tanto caro alla direttrice artistica Cristina Mazzavillani Muti e allo stesso Maestro, ma che da un po' si apre a proposte diverse, nell'alveo del grande spettacolo, certo, ma d'autore.
Così ecco che accanto a Notte trasfigurata, firmata da Van Hoecke (orse con Eleonora Abbagnato), e a due compagnie del filone post modern-global molto accattivanti come Bill T. Jones -Arnie Zane Dance Company e Cloud Gate Dance di Taiwan che approdano a Ravenna alla fine del loro tour italiano di primavera, l'apparizione dell'Hamburg Ballet, sempre più apprezzato in Italia (sarà anche al Festival di Spoleto, su invito di Alex Ferri), con uno spettacolo firmato, ça va sans dire, da John Neumeier e dedicato al mondo dei Ballets Russes, dove accanto al Sacre (il cui solo conclusivo ispirò la danza postespressionista) e al nuovo Apres-midi d'un faune, spicca la prima nazionale di Waslaw, primo lavoro dedicato al mito di Nijinsky, riflessione astratta del suo mondo creativo.
Dicevamo del divo. Quest'anno la proposta punta ad omaggiare un grande interprete poco noto in Italia e letteralmente idolatrato a Londra e nel resto di Europa: il cubano Carlos Acosta, fisico possente, intelligenza interpretativa, passione e umiltà. L'anti-Bolle, nell'aspetto e nell'approccio. Non certo nella qualità superlativa, che dimostra come il mondo del balletto possa essere ancora oggi bello e vario.
Anche da Venezia arrivano le prime informazioni sul festival internazionale di danza contemporanea della Biennale, che quest'anno, vede una vera e propria programmazione festivaliera accanto all'intensa attività formativa e laboratoriale destinata a nuovi artisti. Per la nuova edizione di Arsenale della Danza (questo il nome del progetto formativo firmato dal direttore Ismael Ivo) sono ventidue i danzatori provenienti da tutto il mondo e selezionati dallo stesso Ivo, che li ha impegnati fin da gennaio in workshop e laboratori, spettacoli e apparizioni in varie situazioni teatrali e promozionali (dall'appuntamento fieristico Danza in fiera alla rassegna Prospettiva Danza). Molti e prestigiosi i docenti con i quali i ragazzi si trovano a lavorare: dall'eclettica ed estroversa Francesca Harper, già con Forsythe, a Kenji Takagi di Pina Bausch, alla coreografa turca Geyvan MacMillen fino all'israeliana Yasmin Godder. Fine ultimo è comunque la produzione dello stesso Ivo, Aria, su musiche di Arvo Part eseguite dal vivo dall'Orchestra di Padova e del Veneto, titolo inaugurale del festival vero e proprio, il 26 maggio.
In primo piano sarà un focus sulle esperienze coreografiche più attuali di Paesi di frontiera come il Canada e Nuova Zelanda (tra i nomi annunciati Marie Chouinard e i Grands Ballets Canadiens de Montreal) ma anche uno spazio alle nuove produzioni italiane. Tra queste, la novità assoluta Tristi tropici che Virgilio Sieni firmerà per la sua compagnia ispirandosi a Claude Levi Strauss.
Infine Una novità del Festival è l'apertura di uno spazio off, dedicato alle esperienze più sperimentali nel campo della danza, portando allo scoperto ciò che difficilmente troverebbe visibilità. Marathon of the Unexpectedsarà uno spazio concentrato nell'arco di un'unica giornata, dedicato a brevissime performance - non più di 15 minuti - che verranno scelte e presentate sulla base di un bando di selezione, pubblicato a breve su Internet a questo indirizzo.
di silvia poletti
(19:20 - 01 feb 2010)
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