Home > Consigli della settimana> Drammaturghi di ieri e di oggi
11:22 - mercoledì 23 maggio 2012
Alfonso Santagata e Claudio Morganti sono stati fra le figure trainanti del nostro teatro di ricerca negli anni Ottanta: poi i due si sono separati, e gli spettacoli che ciascuno di loro propone per suo conto stanno a poco a diventando degli eventi rari. Un paio di settimane fa avevo segnalato il debutto di Farsa madri di Santagata, stavolta tocca invece al Pigiama di Macbeth di Morganti, una "riscrittura domestica" del dramma scespiriano, la cui vicenda è rivissuta dalla testa decapitata del protagonista. Da venerdì 26 a domenica 28 al Teatro Guanella di Milano.
Il "cane nero" è quello della pubblicità dell'Agip, e Il signore del cane nero è ovviamente Enrico Mattei, il potentissimo demiurgo dell'industria energetica nazionale nell'Italia degli anni Cinquanta e Sessanta: dopo i due spettacoli dedicati a Camillo e Adriano Olivetti, Laura Curino - diretta ancora da Gabriele Vacis - propone un nuovo exploit di teatro-narrazione incentrato stavolta su questa figura affascinante, sulla sua vita piena di sfaccettature - partigiano, deputato, imprenditore dei petroli - e sulla morte ancora misteriosa. Da martedì 2 alla Cavallerizza Reale di Torino.
Da Boris Karloff a Mel Brooks, il mito di Frankenstein - creato nel 1818 dal romanzo di Mary Shelley - si è stratificato nell'immaginario collettivo attraverso le più diverse rivisitazioni cinematografiche. Liberando l'emblematico racconto dalle sue incrostazioni horror, il drammaturgo fiorentino Stefano Massini si è proposto di porre in luce soprattutto la dolorosa umanità, la solitudine della celebre "Creatura", evocata in video da Sandro Lombardi, e il tormentato rapporto che la lega allo scienziato che le ha dato vita. Da martedì 2 al Teatro dell'Elfo di Milano.
Sempre a Milano, martedì 2 va anche in scena all'Out Off il Riccardo II di Shakespeare nella solitaria interpretazione di Roberto Trifirò, che firma anche la regia e la drammaturgia. L'attore, che da anni va costruendo un proprio percorso personale nel teatro, attraverso la ricerca di testi inusitati o affrontati in modo non convenzionale, rappresenta la storia del re deposto e imprigionato come un febbrile viaggio mentale, nel quale tutti i personaggi sono evocati come labili fantasmi dell'immaginario.
Attore esperto, scrittore dal vigoroso impegno civile, Pino Petruzzelli ha vissuto per diversi anni a contatto con le comunità rom e sinti, ricavandone un libro in cui racconta le traversie subite in tutta Europa da questi popoli, al centro di discriminazioni, atti di intolleranza, feroci e a volte tragiche incomprensioni. Non chiamarmi zingaro è il titolo dello spettacolo che lui stesso ha tratto dalla sua opera: sarà in scena, da martedì 2, al Teatro Duse di Genova.
di renato palazzi
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