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16:17 - venerd́ 10 febbraio 2012


Il ritorno di Alfonso Santagata

Che fine aveva fatto Alfonso Santagata? Da un po' di tempo, in effetti, non si sentiva parlare dell'ingegnoso attore-regista pugliese, una delle figure più irrequiete e graffianti del teatro italiano di ricerca di questi ultimi decenni. Per fortuna sabato 13 al Teatro Piccolini di San Casciano debutta un suo nuovo spettacolo, Farsa madri, il cui sottotitolo, molto "santagatiano", è significativamente Amlèt tu sùit. Si tratta infatti di una rilettura in chiave cupamente farsesca di alcuni temi del capolavoro scespiriano, dove Gertrude e Claudio, due individui disturbati psichicamente, che si credono la madre e lo zio di Amleto, hanno investito con l'auto il marito di lei nonché padre di quest'ultimo, il quale si aggira sulle pendici del Gargano col cadavere dell'amato genitore.

Siciliani legati alle proprie radici, discepoli di Leo De Berardinis, dal quale hanno ereditato una concezione del teatro a metà fra l'attenzione alla tradizione e il forte impulso innovativo, Enzo Vetrano e Stefano Randisi si misurano - dopo il recente, apprezzato Pensaci Giacomino! - con un altro testo di Pirandello profondamente impregnato degli umori e delle sensazioni della sua terra: la loro messinscena dei Giganti della montagna, piena di risonanze magiche ed echi popolari, va in scena in "prima" nazionale mercoledì 17 al Teatro Piccinni di Bari.

Sempre mercoledì 17, al Teatro della Ringhiera di Milano, una delle attrici più sensibili e dotate delle ultime generazioni, la bravissima Arianna Scommegna, si cimenta con la lingua barocca e ferocemente inventiva di un autore lombardo come lei, Giovanni Testori: dello scrittore di Novate la Scommegna, diretta da Gigi Dall'Aglio, affronta l'impegnativa Cleopatràs, il primo dei Tre lai, i commossi monologhi femminili sul cadavere dell'uomo amato che Testori compose poco prima della morte.

In un altro teatro milanese, il Filodrammatici, da giovedì 18 è in programma il Canto per Falluja, uno spettacolo su un argomento di bruciante attualità come quello della guerra in Irak, realizzato dal CSS di Udine con la regia di Rita Maffei: il testo di Francesco Niccolini immagina che un soldato americano disperso trascorra una notte in una casa di Falluja, la cittadina non lontana da Baghdad tragicamente bersagliata dalle bombe al fosforo, confrontandosi con una donna irachena con cui riesce a scambiare opinioni e punti di vista.

di renato palazzi

(15:21 - 12 feb 2010)


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