È difficile definire il linguaggio del teatro del Carretto: una volta, nei suoi primi anni di attività, spiccavano soprattutto fantocci sinistri e inquietanti marionette. Poi questo specifico ricorso alle figure artificiali si è andato via via attenuando, per lasciare uno spazio sempre più ampio all'invenzione visiva, ma raggiunta attraverso altri mezzi - maschere, oggetti, particolari soluzioni scenografiche - che si aggiungono alla presenza degli attori e ne calano l'interpretazione in un febbrile clima onirico e fantastico. È in questa chiave che, dopo il successo del bellissimo Pinocchio, la regista Maria Grazia Cipriani e lo scenografo Graziano Gregori affrontano ora la vicenda dell'Amleto scespiriano, un Amleto tutto interiorizzato, evocato come una proiezione dell'inconscio o dell'immaginario del protagonista. Lo spettacolo è in scena al Teatro India di Roma fino al 28 marzo.
Dramaturg della Schaubühne di Berlino, autore fra i prediletti di Thomas Ostermeier, Marius von Mayenburg è una delle voci più interessanti della nuova drammaturgia tedesca: in Italia, anni fa, l'Out Off ne aveva allestito un bel testo, Faccia di fuoco. Anche il tema di Brutto, che è quello del culto dell'immagine, dell'aspirazione a piacere ad ogni costo, si presenta decisamente attuale. La pièce di Von Mayenburg, che Carlo Cerciello affronta da venerdì 19 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, gioca appunto coi volti e i nomi dei personaggi, con le loro ambigue identità, smarrite nei continui interventi di chirurgia estetica.
A Lucca, in settembre, si è svolta la prima edizione di Teatri del Sacro, un vivace festival di spettacoli incentrati sui variegati rapporti tra la scena e la religiosità. Da lunedì 22 una parte del programma viene riproposta al CRT Salone di Milano: da vedere, fra gli altri, l'intensissimo percorso nella cultura popolare di Föch,del gruppo bergamasco Araucaìma Teater (recensione), L'abbandono alla divina provvidenza, un collage di testi mistici affrontati da Alessandro Berti, Oibò sono morto con Jacob Olesen.
Medea e la luna è il titolo della riduzione che il calabrese Giancarlo Cauteruccio ha ricavato dalla Lunga notte di Medea del calabrese Corrado Alvaro, una moderna riscrittura del mito classico, dove la protagonista è un archetipo di donna senza patria, vittima di persecuzioni razziali. Cauteruccio alterna il testo di Alvaro, interpretate da Patrizia Zappa Mulas, da lui stesso e dal fratello Fulvio, con musiche arcaiche e canti ancestrali legati alle tradizioni della sua terra. Da martedì 23 al Gobetti di Torino.
Sempre martedì 23 all'Elfo-Puccini, la nuova sede milanese del Teatro dell'Elfo, arriva Giuseppe Battiston col suo fortunato Orson Welles' roast, il caustico ritratto del creatore di Citizen Kane - ricavato da documenti e interviste - grazie al quale ha vinto il premio Ubu come miglior attore del 2009 (recensione).
Al Teatro Goldoni di Venezia, da mercoledì 24, Luca De Fusco rappresenta invece Vestire gli ignudi di Pirandello come un odierno reality show: l'impianto scenografico è dell'artista Fabrizio Plessi.
di renato palazzi
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