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06:52 - giovedì 17 maggio 2012


British invasion in Milan

Shopping & Fucking di Mark Ravenhill è stato uno dei testi più significativi degli anni Novanta, espressione emblematica della nuova drammaturgia inglese, trasgressiva e provocatoria, caustico ritratto di un'epoca e di una generazione: i protagonisti sono quattro ragazzi inebetiti dal consumismo e dall'assoluta mancanza di valori, dediti solo agli acquisti e al sesso in tutte le sue varianti, e un adulto cinico, guidato unicamente dal culto del denaro.
Ferdinando Bruni prova ora ad affrontarne la vicendafuori dal clima scandalistico che ne aveva determinato la risonanza internazionale, per cercare di evidenziarne certi aspetti di analisi della società ancora attuali. Il suo spettacolo, da lui stesso interpretato a fianco di quattro giovani attori usciti da diverse scuole di teatro, è in scena all'Elfo Puccini di Milano fino al 16 maggio.

È un momento di intense e continue riletture dei testi di Beckett, dal Finale di partita allestito da Castri all'irriguardoso Aspettando Godot di Egumteatro. Un altro approccio al capolavoro beckettiano è in programma fino al 9 maggio al Mercadante di Napoli: ambientata su un palcoscenico abbandonato, nutrita di echi del teatro popolare, la regia di Francesco Saponaro vuole farne una sintesi degli smarrimenti dell'uomo contemporaneo.

Il teatro sta vivendo profondi rivolgimenti estetici e generazionali, e sono interessanti i tentativi di illustrare questa fase di passaggio: alla Cavallerizza Reale di Torino, fino a domenica 19, si svolge la quarta edizione di Rigenerazione, una rassegna di giovani gruppi sostenuta da varie istituzioni piemontesi: l'iniziativa si articola in due momenti, "Rassegna", che presenta le compagnie selezionate l'anno scorso, e "Focus", dedicato alle nuove proposte.

Declan Donnellan è uno dei registi che stanno più contribuendo a ravvivare la scena inglese di questi anni. Non è un rivoluzionario del teatro, ma il suo stile disinvolto, il suo tentativo di accostarsi ai classici in una chiave scarna, essenziale, con qualche spolverata di attualità, gli ha garantito finora dei buoni risultati: da martedì 20, con la sua compagnia Cheeck by Jowl, presenta al Teatro Grassi di Milano un Macbeth rivisitato come viaggio nell'immaginario, senza streghe, senza risvolti ultraterreni (recensione).

Con lo svedese Lars Norén, il norvegese Jon Fosse è l'esponente più in vista della drammaturgia nordica, di oggi maestro di atmosfere sospese e di accurato minimalismo: da mercoledì 21 il Teatro della Tosse di Genova ne realizza Sonno, un testo - mai rappresentato in Italia - incentrato sui ricordi e i fantasmi interiori di due coppie che in epoche diverse hanno abitato la stessa casa. La regia è di Valerio Binasco, che la firma a compimento di un progetto triennale per la crescita di sei giovani attori.

di renato palazzi

(17:43 - 15 apr 2010)


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