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06:53 - giovedì 17 maggio 2012


La Melato di nuovo in scena con Dolore

È ormai un appuntamento da non perdere quello coi pazienti psichiatrici dell'Associazione Arte e Salute, che sotto la guida di Nanni Garella presentano ogni anno i loro spettacoli all'Arena del Sole di Bologna: da questa esperienza è nata una delle più toccanti messinscene pinteriane dei nostri tempi, i tre atti unici realizzati nel 2004 sul filo sottile tra normalità e disagio mentale. A Pinter, non a caso, essi si affidano di nuovo, affrontandone da martedì 13 altri tre brevi testi - Il linguaggio della montagna, Il bicchiere della staffa e Party time - caratterizzati stavolta dal taglio più "politico".

Torna in scena da martedì 13 al teatro Duse di Genova Il dolore, l'adattamento in forma di monologo del romanzo di Marguerite Duras che Mariangela Melato aveva già proposto un paio d'anni fa al Maggio Musicale Fiorentino. Lo spettacolo, diretto da Massimo Luconi, è incentrato su una situazione autobiografica: vi si descrive infatti l'ansia e lo smarrimento dell'autrice che si aggira nella Parigi del ‘44 in attesa di notizie del marito, arrestato dai nazisti come membro della Resistenza e deportato a Dachau.

È un attore di fama televisiva e cinematografica, ma per il suo ritorno al teatro - dove aveva mosso i primi passi - ha scelto un autore scostante e impegnativo come pochi: da martedì 13, all'Elfo-Puccini di Milano, Claudio Santamaria interpreta La notte poco prima della foresta, il testo che diede la notorietà a Koltés: il febbrile monologo, allestito dal regista colombiano Juan Diego Puerta Lopez, è ambientato in un notturno scorcio urbano, di cui una video-installazione acuisce il clima visionario.

Sempre a Milano, martedì 13, debutta il gruppo Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, che presenta all'Out Off il suo ultimo spettacolo, Il lago dei leoni, ispirato a una singolare esperienza mistica, le squassanti estasi della monaca cinquecentesca Maria Maddalena de' Pazzi: la drammaturgia e la regia sono di Marco Isidori, le scene e i costumi di Daniela Dal Cin. È interessante verificare come la compagnia torinese si misura con un tema decisamente inconsueto.

Debutta giovedì 15 in "prima" nazionale al Teatro Storchi di Modena L'avaro di Moliére nella personalissima interpretazione del Teatro delle Albe, con la regia di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari nei panni del protagonista: Arpagone, emblema dell'ingordigia che domina oggi la nostra società, nella rilettura della compagnia di Ravenna diventa infatti una spiazzante figura né maschile né femminile, una feroce emanazione dell'inconscio, uno di quei personaggi perfidi, "neri" che tanto si addicono alla bravissima attrice romagnola.

di renato palazzi

(19:00 - 08 apr 2010)


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