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06:53 - giovedì 17 maggio 2012


Misteri buffi, Gilde, famiglie felici e caffè cinesi

Lo ha sempre detto, che considera Dario Fo il suo maestro e ispiratore: così adesso Paolo Rossi ne affronta l'opera più emblematica, quella in cui Fo ha maggiormente riversato tutta la sua personalità di autore e attore. Ma il Mistero buffo in scena da martedì 4 al Teatro Strehler di Milano sarà ovviamente diverso dalla "giullarata popolare" che il premio Nobel presentava nei teatri "alternativi" e nelle piazze, negli anni caldi dopo il Sessantotto. Fermo restando l'intento di rivisitare i misteri religiosi in una chiave buffonesca, Rossi ne aggiorna i materiali, vi aggiunge brani suoi, li cala nel clima dei nostri giorni.

Sempre a Milano, da martedì 4 al Teatro Out Off, Lorenzo Loris affronta un altro, storico testo di un grande autore lombardo della seconda metà del Novecento: La Gilda del MacMahon è uno dei racconti più celebri del ciclo "I segreti di Milano", i due volumi in cui lo scrittore di Novate raffigurava le livide periferie industriali del dopoguerra, tra sesso a pagamento, palestre e illusorie evasioni sotto le "passerelle" del varietà, nei teatri del centro. Protagonisti, nei panni di una donna che si prostituisce per amore e dell'uomo che lei mantiene, sono Elena Callegari e Matteo Pennese.

Nella stessa serata, all'Elfo Puccini torna in scena Happy family, la fortunatissima commedia che Alessandro Genovesi ha scritto e diretto nel 2007, e dalla quale Gabriele Salvatores ha tratto il suo film: proprio in luce della versione cinematografica diventa ora interessante rivedere la versione originale di questa pièce in cui l'autore, intrecciando i destini di due famiglie, agisce fra i propri personaggi, li lascia liberi di interloquire e poi alla fine si unisce a loro (leggi l'approfondimento).

Chinese coffee è il titolo di un testo dell'americano Ira Lewis che Al Pacino interpretò all'inizio degli anni Novanta e portò sullo schermo nel 2000: il feroce dialogo notturno fra un romanziere fallito e un suo amico fotografo - tradotto da Letizia Russo - viene rappresentato da mercoledì 5 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli da Max Malatesta e Paolo Sassanelli, con la regia di Pierpaolo Sepe.

Allestita lo scorso anno al palazzo Ducale di Genova, la bella mostra Tutto il teatro in un manifesto. Polonia 1989-2009 - curata dal regista Sergio Maifredi e dall'artista Danièle Sulewic - viene riproposta da giovedì 6 alla Casa dei Teatri di Villa Pamphili a Roma: si tratta di una notevole raccolta di manifesti teatrali polacchi creati dopo la caduta del Muro di Berlino, da vedere non soltanto per la straordinaria fantasia grafica, ma anche per la capacità davvero insolita di racchiudere in un'immagine il senso di un'intera messinscena.

di renato palazzi

(17:32 - 29 apr 2010)


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