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11:35 - mercoledì 23 maggio 2012


Venti d'Europa sul teatro italiano

Dopo l'"anteprima"dello scorso fine settimana con Lepage, si apre ufficialmente venerdì 4 il programma della terza edizione del Napoli Teatro Festival Italia. Due le proposte inaugurali: un Romeo and Juliet multietnico presentato dalla Compagnia Teatrale Europea, nata all'interno del festival e integrata in questo caso da attori nordafricani e mediorientali, immigrati di prima e seconda generazione diretti dal regista inglese c (4 - 8, Teatro San Ferdinando) e Football Football, un omaggio - fra teatro e danza - al gioco del calcio firmato dal regista di Sarajevo Haris Pasovic (4 - 10, Real Albergo dei Poveri).

Fra gli altri titoli di rilievo di queste prime sere, spicca sicuramente Bizarra, la "teatronovela" in venti puntate del provocatorio autore argentino Rafael Spregelburd - storia di due sorelle separate alla nascita, sullo sfondo di una Buenos Aires investita dalla crisi economica del 2003 - che la regista Manuela Cherubini dipana via via dal 5 al 27 al Teatro Sannazaro. Da seguire anche le due giornate di durata di Delitto e castigo di Dostoevskij, che Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino ambientano tra i vicoli e i ballatoi dei Quartieri Spagnoli (9 - 19).

Il Festival delle Colline Torinesi propone in "prima" nazionale due spettacoli francesi e due italiani: si tratta, precisamente, di un Woyzeck d'après Woyzeck de Büchner, un nuovo approccio al fosco capolavoro incompiuto del grande autore tedesco, allestito da Gwénaël Morin (5-6, Teatro Astra di Torino) e di Pollock, una riflessione sul grande artista colto nel rapporto con la moglie, testo di Fabrice Melquiot, regia e scenografia di Paul Desveaux (5-6, Cavallerizza Reale di Torino).

Le compagnie italiane sono invece i Santasangre, gruppo più che mai sulla cresta dell'onda, che mostra uno studio preparatorio del suo Bestiale Improvviso, sull'energia nucleare(6-7, Lavanderia a vapore di Collegno) e Fanny & Alexander, che con West aggiunge un'ulteriore tappa al suo percorso dentro Il mago di Oz (7 - 9, Cavallerizza Reale di Torino).

Martedì 8 al Teatro India di Roma va in scena l'interessantissimo Finale di partita diretto da Massimo Castri, il primo testo beckettiano da lui affrontato: lo spettacolo, al di là della bravura degli attori, Vittorio Franceschi e Milutin Dapcevic, al di là di tutto il resto, è da vedere soprattutto per il modo in cui Castri, con una sola, minima invenzione, ribalta totalmente il senso del testo: Clov, a un certo punto, apre la finestra, e da fuori - anziché gli echi di un mondo morto - entrano risate di bambini. Un esempio illuminante di ciò che può arrivare a fare il grande teatro di regia.

di renato palazzi

(18:15 - 04 giu 2010)


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