Per celebrare come si conviene i suoi primi trent'anni di vita, il festival trentino Oriente Occidente concentra il cartellone e si affida ad alcuni capiscuola di diverse estrazioni geografiche e tendenze stilistiche e culturali, che di fatto esemplificano le strade percorse dalla manifestazione in queste lunghe stagioni.
Africa, Asia, Europa e America si incontrano infatti attraverso la creatività di altrettanti autori i cui lavori vengono proposti per l'occasione in prima nazionale, con un focus particolare dedicato ad un caposcuola della danza contemporanea internazionale, la cui lezione - oggi che non c'è più - è stata fortunatamente preservata da sue antiche danzatrici e trasmessa, pressoché intatta, alle nuove generazioni.
In una intensa tre giorni, dal 4 al 6 settembre, all'Auditorium Melotti di Rovereto, torna la spregiudicatezza creativa di Alwin Nikolais grazie alle ricostruzioni della Ririe-Woodbury Dance Company, la compagnia statunitense nata nel 1964 e assurta a interesse internazionale proprio grazie al privilegiato rapporto con la fondazione Nikolais-Louis, che ha affidato ai suoi danzatori parte del repertorio storico di Nik. A Rovereto è possibile vedere quattro "classici" della produzione immaginifica di Nikolais il 4 e il 6, da Crucible a Kaleidoscope, da Liturgie al masterpiece TensileInvolvement. Il 5invece in pomeridiana viene proposto The Crystal and the Sphere, spettacolo multimediale commissionato a suo tempo dal Kennedy Center per un pubblico infantile ma che ben presto ha superato i confini della commissione e ha incantato pubblici di tutte le età con la forza travolgente della sua invenzione e della maestria nell'utilizzo dei mezzi multimediali.
Sempre dall'America, ma questa volta Latina, arriva lo spettacolo inaugurale del festival, il 2 e 3 settembre, che a Rovereto e poi Trento propone il nuevo tango di Leonardo Cuello, talento emergente dell'appassionante ballo latino in declinazione teatrale, già primo ballerino della caposcuola Ana Maria Stakelman e ora guida di una formazione tutta sua. Tra le intuizioni che lo rendono peculiare, il lavoro di Cuello prevede il coinvolgimento del pubblico, non solo spettatore, ma - come si conviene nella cultura della milonga - direttamente partecipe allo spettacolo, che per altro unisce il tango alle tecniche della danza contemporanea.
Domenica 5 a Trento ancora una prima nazionale con il Butoh dei Sankai Juku, formazione storica diretta da Ushio Amagatsu che presenta per l'occasione la sua consueta affascinante commistione di luci, musica, movimento e tempo in una piece, Hibiki che annuncia per il pubblico fascinosi effetti ipnotici.
Dall'Africa, anche se filtrata dall'incontro con le scuole europee di movimento e teatro, il 10 arriva la carismatica artista senegalese Germaine Acoigny, già collaboratrice di Maurice Béjart a Mudra Dakar e da qualche anno impegnata a radicare nella sua terra una compagnia professionale di danza, Jant Bi. Germaine va in scena in anteprima assoluta a Rovereto con un assolo "manifesto" del suo credo d'artista, coprodotto dallo stesso festival e intitolato Facin' up to hope. Anch'esso coprodotto da O/O, Un monde en soi vede in scena il fascinoso Abou Lagraa, danzatore franco algerino di formazione contemporaneae fondatore della compagnia lionnese La Baraka, che promette nientemeno di mettere in scena "la creazione di un mondo".
L'Europa infine è rappresentata da due filoni creativi da sempre seguiti e sostenuti da Oriente/Occidente. Ispirato dalla sua esperienza con Pina Bausch, Pippo Delbono prosegue con il suo teatro d'espressione che lo porta costantemente a perlustrare diversi aspetti della rappresentazione del corpo. Qui si mette in scena lui stesso con una sorta di diario-confessione d'artista nel quale rivela pensieri e azioni legati al suo immaginario.
L'11 e 12 al Sociale di Trento, invece, prima nazionale per l'ultima creazione di Anna Teresa de Keersmaeker, come sempre instradata nell'analizzare lo stretto rapporto tra partitura coreografica e quella musicale. Per l'occasione lo spunto è offerto dalla virtuosistica e rigorosa struttura polifonico musicale dell'Ars Subtilior, fiorita nella Francia del trecento dopo lo Scisma d'Occidente.
Il cartellone del festival si completa con la terza edizione del concorso coreografico Danz'E' che si sviluppa dal 6 al 9 settembre e che il 12 presenta in debutto le produzioni delle vincitrici dello scorso anno: Paola Vezzosi di AdArte e Carla Rizzu di Nervi Tesi. Stage delle diverse espressioni coreutiche presenti al Festival sono organizzati con il CID di Rovereto.
di silvia poletti
(17:44 - 01 set 2010)
28/06/2011
Ermanna Montanari: "A Santarcangelo 2011 l'attore torna protagonista
21/06/2011
Franco Quadri critico: teatro premier amour
21/06/2011
Fabrizio Arcuri: "Il nostro Brecht Artefatto"
09/06/2011
Nozze di sangue
02/06/2011
Nekrosius, dalla Lituania alla Puglia
oriente occidente 2010, ririe woodbury dance company, leonardo cuello, ushio amagatsu, anna teresa de keersmaeker