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07:05 - giovedì 17 maggio 2012


Quando il classico si scopre moderno

Sull'onda della nuova "riscoperta" molièriana che sta attraversando in questo momento un po' tutto il teatro italiano, da non perdere L'avaro che Arturo Cirillo dirige e interpreta fino al 7 novembre al Mercadante di Napoli: l'attore-regista, che dell'autore francese aveva già affrontato con successo Le intellettuali, coglie nel personaggio di Arpagone un acre emblema dei nostri tempi, dominati dall'ossessione del denaro e dal progressivo venir meno dei valori interiori.

Alessandro Bergonzoni è uno dei talenti più imprevedibili e spiazzanti di questi anni: le sue invenzioni paradossali, le sue folgoranti acrobazie verbali lasciano spesso lo spettatore letteralmente senza fiato. Per giunta, Bergonzoni non è un iper-produttivo, centellina le sue doti creative: per questo ogni suo nuovo spettacolo è da considerare sempre e comunque un avvenimento. L'ultimo nato, Urge, debutta lunedì 25 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, ed è sicuramente da vedere.

I promessi sposi alla prova è la riscrittura con cui Testori, nell'84, calò la vicenda manzoniana nel contesto stravolto della Brianza di oggi, devastata dall'asfalto e trafitta nella notte dai fari delle moto: pirandellianamente, il tutto avviene su un palcoscenico vuoto, dove un "maestro" istruisce i suoi attori per una rappresentazione ancora da allestire. A riproporre il testo, nel centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, è la compagnia Lombardi-Tiezzi, da martedì 26 al Teatro Grassi di Milano.

Tornano le regie "minimaliste" di Massimiliano Civica, coi grandi testi prosciugati, stagliati nella loro nuda essenzialità in mezzo al vuoto assoluto della scena. Approdato allo Stabile dell'Umbria, dopo un lungo periodo al Teatro della Tosse di Genova, Civica allestisce - a due anni di distanza dal Mercante di Venezia - un altro capolavoro scespiriano, il Sogno di una notte di mezza estate, da lui tradotto col titolo Un sogno nella notte dell'estate. Al Teatro Vascello, per il festival Romaeuropa, da martedì 26.

A corpo morto è il titolo dei cinque bellissimi monologhi, scritti e recitati da uno straordinario Vittorio Franceschi, sul tema della morte e del lutto per la scomparsa di persone care: un giovane che in un incidente ha perso la ragazza che amava, una vedova sgomenta perché stenta a ricordare il volto del marito, un padre rabbioso col figlio suicida, la figlia di una donna vittima di uxoricidio, un barbone che commemora un compagno. A Milano, presso la ex sede del Teatro dell'Elfo, ora Tieffe Teatro, da martedì 26.

Remondi e Caporossi sono due autentici maestri, due padri riconosciuti di intere generazioni del teatro di ricerca: giustamente il Teatro Valle di Roma rende omaggio al loro percorso quarantennale con una breve "personale" che, da martedì 26 a domenica 31, propone uno spettacolo nato da un laboratorio con venticinque giovani attori, una mostra di disegni e opere grafiche, un incontro sul significato delle loro esperienze formative.

di renato palazzi

(19:38 - 22 ott 2010)


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