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07:06 - giovedì 17 maggio 2012


Tutte le Vie portano a Modena

Comincia venerdì 8 la sesta edizione del festival Vie di Modena, uno dei più importanti appuntamenti dell'autunno, una rassegna che ha sempre garantito un'alta qualità delle proposte e uno sguardo curioso sulle tendenze più vive della scena odierna. Fra i titoli da seguire, in questo fine settimana, La vita è sogno di Calderòn con la regia del bulgaro Galin Stoev (Modena, Teatro Comunale, da venerdì a domenica), Black Tie del provocatorio collettivo di registi tedeschi Rimini Protokoll (Carpi, Teatro Comunale, sabato e domenica), e la compagnia bielorussa Belarus Free Theatre con Eurepica, su testi di quattordici autori di vari Paesi invitati a comporre un moderno poema epico europeo (Modena, Teatro delle Passioni, da domenica a martedì).

Proseguendo nella sua linea, basata non su singoli spettacoli, ma su una serie di approfondimenti "monografici", il Teatro Quirino di Roma accoglie il "dittico" beckettiano di Bob Wilson che aveva debuttato nell'estate 2009 al Festival di Spoleto: domenica 10 e lunedì 11 è in programma il livido, inquietante allestimento de L'ultimo nastro di Krapp (recensione)nell'interpretazione dello stesso regista texano - rigido automa espressionista, gelida maschera di biacca - mentre da venerdì 15 è la volta di Giorni felici con Adriana Asti.

Sempre a Roma, va in scena martedì 12 in "prima" nazionale la prima produzione della nuova stagione del Teatro Argentina, Il misantropo di Molière con Massimo Popolizio protagonista e la regia di Massimo Castri. Reduce dall'aguzza messinscena di Finale di partita, Castri, che non aveva mai affrontato un'opera dell'autore francese, si propone di cogliere gli aspetti "neri" di questa commedia incentrata su un uomo che non sa adattarsi alla società, e ama una donna che quella società la accetta totalmente.

Giovedì 14, per il "Ciclo di spettacoli classici", è da vedere al Teatro Olimpico di Vicenza L'Erodiade di Giovanni Testori nell'interpretazione della bravissima Maia Paiato, diretta da Pierpaolo Sepe. Il testo, scritto tra il ‘67 e il ‘68 per Valentina Cortese, che non ebbe modo di recitarlo, e reinventato poco prima della morte nella lingua folgorante dell'Erodiàs, rappresenta l'antica concubina di Erode alle prese con la testa del Battista, che lei stessa ha fatto decapitare per punirlo di averla respinta.

Sul fronte della drammaturgia contemporanea, il Teatro i di Milano presenta invece fino a domenica 24 al Teatro La Cucina dell'ex-ospedale Paolo Pini Questi amati orrori di Renato Gabrielli e Massimiliano Speziani, testo di Gabrielli, protagonista Speziani: è un percorso verbale - dai toni onirici e grotteschi, come è nello stile dell'autore - che evoca cinque figure "doppie", bifronti, una madre e il suo bambino, un cane e il suo padrone, due amanti, un medico e il paziente, un attore e chi lo osserva.

di renato palazzi

(18:09 - 08 ott 2010)


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