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07:07 - giovedì 17 maggio 2012


Giudecca, isola della pedagogia teatrale

L'isola della Giudecca, con il suo carico affascinante di storia e memoria, è la sede scelta dalla Fondazione di Venezia e dalla Scuola d'arte drammatica "Paolo Grassi" di Milano per ospitare un ambizioso progetto internazionale e pluriennale che punta a rivitalizzare il nostro panorama teatrale partendo dalle fondamenta, ovvero dalla formazione.

Protagonista de L'isola della pedagogia è Anatolij Vasiliev, maestro russo riconosciuto a livello internazionale - del quale si rammentano memorabili allestimenti pirandelliani - che da sempre si dedica alla preparazione degli attori, erede in ciò di una tradizione fra le più importanti al mondo, che va da Stanislavskij a Marija Knebel', della quale è stato allievo.

Il corso, le cui fasi di selezione dei candidati si sono svolte nei mesi scorsi sotto la direzione di Maurizio Schmidt e Cristina Palumbo - responsabili del progetto - entra ora nel vivo. Fra le sue caratteristiche peculiari vi è quella della durata, che si svilupperà fino al 2012, creando una "intimità" e un reticolo di relazioni che in tempi di "fast living" potrebbero apparire un'eresia e invece sono garanzia di lavoro metodico, approfondito, curato e personalizzato.

La metafora dell'isola, circondata da un mare mutevole eppure sempre uguale, si adatta perfettamente al progetto, anticipato da un'antologica sul lavoro del maestro russo, con proiezioni di alcuni suoi celebri allestimenti e approfondimenti con lo stesso regista, accompagnato da critici e studiosi come Franco Quadri, Paolo Puppa, Fausto Malcovati, Claudio Longhi e Natasha Isaeva. Si comincia martedì 14 dicembre al teatro Junghans di Venezia con l'amato Pirandello (inizio alle 18, ingresso gratuito. Vedi qui il programma dettagliato).

"Oggi i governi hanno bisogno di diffondere la ‘coscienza di massa', che è molto importante per il mantenimento del proprio potere. Non spenderebbero mai denaro per l'insegnamento e la formazione individuale. Solo su qualche isoletta potremmo sperare di fare lentamente qualcosa di veramente necessario per il teatro, per la formazione, per plasmare la coscienza teatrale." Così diceva Vasiliev tre anni fa a Venezia. E ora quell'idea ha acquisito peso e sostanza, è diventata realtà, attraverso un percorso che potrà contare sulla presenza costate del fondatore della moscovita Scuola d'arte drammatica, cui si aggiungeranno altri docenti di discipline complementari, con l'obiettivo di "formare i formatori di domani".

"Quando mettiamo al mondo dei figli, poi dobbiamo educarli - dice ancora il regista - La stessa cosa è il lavoro sul personaggio: il ruolo va educato e la pedagogia non è altro che la formazione, l'educazione al ruolo, studia l'essenza del teatro. È un processo complesso che richiede del tempo, prevede la nascita stessa del personaggio e un percorso di crescita destinato a formare nell'animo dell'attore il ruolo". Ecco perché è così difficile creare le condizioni perché tale processo si realizzi, ma - come ricorda ancora il regista russo che ha a lungo contributo a elaborare il metodo poi diventato famoso degli "etjud" - proprio nei momenti di crisi del teatro la pedagogia può essere la chiave che consente di aprire nuove porte, svelando prospettive inedite, cariche di una nuova energia. "La pedagogia studia l'essenza del teatro - spiega - È la teoria della pratica e la pratica della teoria. Chi studia e trasmette riesce a conservare il teatro".

L'idea di "investire nel tempo per far maturare la qualità, slegandoci dalla logica del risultato immediato" è stata fatta propria dalla Fondazione di Venezia, come ha ricordato il vicepresidente Gianpaolo Fortunati, al quale ha fatto eco il presidente delle Scuole civiche di Milano Umberto Paolucci, che ricordando la partnership fondamentale con una grande fondazione bancaria che ne contribuisce al finanziamento, ha parlato di un nuovo modello di eccellenza fondato sull'asse Milano-Venezia.

All'attività laboratoriale condotta da Anatolij Vasiliev, si è poi pensato di accostare un percorso parallelo - condensato in tre giornate, l'11, 18 e 25 gennaio 2011 presso l'ex convento dei santi Cosma e Damiano alla Giudecca - in cui da studenti, attori, registi, docenti e operatori culturali potranno approfondire la conoscenza della pedagogia teatrale di scuola russa. Il breve corso, curato da Maurizio Schmidt, spazierà dalla riforma introdotta da Stanislavskij, fino agli sviluppi elaborati dalla Knebel' e dallo stesso Vasiliev, passando attraverso l'esperienza di Vachtangonv e Mejerchold'. Gli interessati possono richiedere ulteriori informazioni via mail scrivendo a pedagogia.teatro@scmmi.it o isoladellapedagogia@gmail.com (partecipazione gratuita, posti limitati).

Www: L'isola della pedagogia blog

di enzo fragassi

(16:39 - 13 dic 2010)


I vostri commenti

filo scrive alle 16:20 - sab 18 dic 2010
Ho partecipato alla seconda giornata di proiezioni, quella dedicata al periodo russo. Io mi chiamo Filomena Spolaor e lavoro nel progetto Giovani a Teatro della Fondazione di Venezia, progetto che ha organizzato "L'isola della pedagogia". Lo spettacolo di "La Repubblica di Platone" è bellissimo, perché è stato spiegato da Vassiliev come uno studio per risolvere il problema stanislavskjiano dei sentimenti, "che non corrispondono al contenuto delle parole". La regia si è posta l'obiettivo di studiare attraverso azioni i Dialoghi di Platone, per imparare a costruire un dialogo senza i sentimenti che lo accompagnano. Vasiliev è approdato a Platone perché Pirandello gli aveva posto il quesito della metafisica della parola, che è quello che si è posto anche Socrate: "Le arti comandano su ciò che di cui sono arti?". La contesa filosofica è teatro...


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