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07:11 - giovedì 17 maggio 2012


Emma Dante, Trilogia degli occhiali al debutto

Prosegue, al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, la stagione che il neo-direttore Antonio Latella ha voluto interamente dedicare ai temi del fondamentalismo: è in questo quadro che si inserisce, da venerdì 21, Guardami di Linda Dalisi, con la regia di Pierpaolo Sepe: il testo è una reinterpretazione contemporanea della vicenda di Salomè, ambientata in un metaforico Olimpo dove divinità crudeli incarnano lo scontro fra un regime in declino e uno in ascesa, entrambi ugualmente indifferenti all'arte e alla bellezza.

Arriva venerdì 21 al Teatro dell'Elfo di MilanoL'avaro di Molière nella spiazzante rilettura del Teatro delle Albe di Ravenna, con la regia di Marco Martinelli e la bravissima, feroce Ermanna Montanari nell'inedito ruolo del protagonista, Arpagone: è un Molière "nero", grottesco quello che affiora da questo livido spettacolo, l'affresco di un mondo privo di valori e forse di speranze, dominato soltanto dalla logica dell'interesse, dai miti del successo, dagli oscuri rapporti fra denaro e potere (recensione).

Martedì 25, al Teatro San Ferdinando di Napoli, debutta in "prima" nazionale il nuovo spettacolo di Emma Dante, Trilogia degli occhiali. Si tratta di tre "capitoli" autonomi - Acquasanta, Il castello della Zisa, Ballarini - ma legati da temi comuni, la povertà, la malattia, la vecchiaia, e da un oggetto emblematico che fa da filo conduttore, gli occhiali, appunto, indossati da tutti i personaggi: un ex-mozzo senza più la sua amata nave, un ragazzo catatonico, una coppia di anziani che rivive il proprio amore.

The end è il nuovo spettacolo di Babilonia Teatri, il gruppo più sfrontato e dirompente della scena italiana di oggi: il tema, come il titolo ironicamente suggerisce, è la fine, ossia la fine della vita, la morte sempre in agguato. Ma al centro del lavoro di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani c'è soprattutto la morte come grande rimozione, come evento taciuto e occultato da una cultura che coltiva l'illusione di una sorta di eterna giovinezza. Da vedere, da martedì 25, al Teatro dell'Arte di Milano.

Sempre da martedì 25, Milano ricorda il ventennale della morte di Tadeusz Kantor, un artista che alla città fu molto legato, realizzandovi un'importante produzione, Qui non ci torno più, un piccolo spettacolo, La macchina dell'amore e della morte, e un memorabile seminario alla Civica Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi": per due settimane il Teatro Studio accoglie Le macchine della memoria, un'iniziativa che ne ricostruisce il percorso attraverso disegni, sculture, proiezioni, letture, incontri.

di renato palazzi

(19:06 - 21 gen 2011)


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