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07:20 - giovedì 17 maggio 2012


Una ciociara post-bellica

Desta curiosità la riduzione de La ciociara, il romanzo di Moravia portato sullo schermo da Vittorio De Sica, curata nel 1985 da Annibale Ruccello, il grande autore napoletano morto appena trentenne l'anno dopo. Il testo approda ora - credo per la prima volta - alla scena, in una rilettura proiettata nell'oggi, grazie a una regista, Roberta Torre, e a un'attrice, Donatella Finocchiaro, entrambe a loro volta divise fra cinema e teatro. Lo spettacolo è al Goldoni di Venezia fino a domenica 6, poi da martedì 8 al Manzoni di Milano.

Dopo un breve ciclo di repliche estive, torna in scena venerdì 4 al Teatro degli Illuminati di Città di Castello il Don Chisciotte di Ruggero Cappuccio, un adattamento del capolavoro di Cervantes affidato a una insolita coppia di interpreti come Roberto Herlitzka, nel ruolo del protagonista, e Lello Arena in quello di Sancio - anzi Salvo - Panza, per la regia di Nadia Baldi. La vicenda è spostata ai giorni nostri, con uno studioso di letteratura, Michele Cervante, emarginato dalla società e perduto in un mondo irreale.

Martedì 8, al Teatro Carignano di Torino, debutta in "prima" nazionale 18 mila giorni ovvero Il pitone, da un testo originale dello scrittore torinese Andrea Bajani (recente vincitore del premio Bagutta. N.d.T.) sullo sconvolgimento delle prospettive sociali nella vita di un uomo che, a cinquant'anni, si trova all'improvviso senza lavoro. Protagonista d'eccezione Giuseppe Battiston, premio Ubu 2009 come miglior attore, affiancato e accompagnato dal cantautore Gianmaria Testa. La regia è di Alfonso Santagata.

Sempre martedì 8, al Teatro Argentina, il neo-direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, esordisce sulla ribalta di quella che sarà ormai la sua sede con uno spettacolo che, di fatto, aveva già preso le mosse lo scorso ottobre dal Teatro Morlacchi di Perugia: il Malato immaginario da lui diretto e interpretato - un altro prodotto di quell'ondata molieriana che sta investendo da mesi la scena italiana - intreccia significativamente l'opera dell'autore francese con brani del Malone muore di Samuel Beckett.

Non è stato sempre facile il rapporto fra Pina Bausch e Milano. Dopo i successi di Kontakthof alla Scala nel 1983 e di Palermo Palermo al Lirico nel 1990, il Tanztheater di Wüppertal non è più arrivato nel capoluogo lombardo, preferendo puntare - per le sue tournée italiane - su altre destinazioni. È dunque quasi per rimediare a questo lungo silenzio che, a un anno e mezzo dalla sua morte, la città ha messo in cantiere una serie di manifestazioni per ricordare la grande coreografa tedesca. Il clou dell'iniziativa è la presentazione, da giovedì 10 a domenica 13 al Teatro Strehler, di Vollmond, uno spettacolo del 2006 incentrato - come altri della Bausch - sui rapporti ora teneri ora violenti tra i sessi. Ad accompagnarlo, un ciclo di film e video al cinema Gnomo (il 7 e l'8), una Masterclass della danzatrice Cristiana Morganti alla Scuola Paolo Grassi (dall'8 al 10) , e una sua "conferenza danzata" all'Elfo Puccini (dall' 11 al 13). Infine il 12 al Teatro Studio Leonetta Bentivoglio terrà una conversazione con Dominique Mercy e Peter Pabst sul futuro della compagnia.

di renato palazzi

(18:10 - 04 feb 2011)


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