È in scena fino a domenica 6 al Teatro San Ferdinando di Napoli, il primo degli spettacoli prodotti in collaborazione fra lo Stabile e il Nuovo Teatro Nuovo diretto da Antonio Latella: si tratta di Don Giovanni, a cenar teco, un adattamento del capolavoro molieriano firmato dallo stesso Latella e da Linda Dalisi. Il regista vede nella figura del protagonista una sorta di "vampiro della vita" che si nutre d'amore non per provare questo sentimento, ma come per possederlo e buttarlo subito via.
Ha debuttato in "prima" nazionale al Teatro i di Milano, dove sarà in scena fino a domenica 13, Lucido di Rafael Spregelburd - uno dei testi più recenti del regista-drammaturgo argentino - nell'allestimento di Milena Costanzo e Roberto Rustioni: come altre opere di questo autore sulla cresta dell'onda, anche Lucido prende le mosse da una dissestata vicenda familiare, la storia di due fratelli e di un rene donato e forse preteso indietro, sviluppata in uno stralunato intreccio fra il sogno e la vita reale.
Arriva a Milano, da martedì 8 marzo all'Elfo-Puccini, Urge, il nuovo spettacolo di Alessandro Bergonzoni: fra "voti di vastità" e "incantatori di sergenti", che lavorano immancabilmente con dei "sergenti a sonagli", l'artista bolognese ti trascina nel solito, irresistibile percorso nel delirio, che si tinge sempre più di sfumature vagamente metafisiche. Che cosa urge? Ovviamente Bergonzoni non ce lo dice: ma il solo peso di questa urgenza potrebbe essere una metafora dei nostri tempi.
Una coppia borghese che, nel segreto della propria casa, si abbandona a torture fisiche spinte fino alla morte, in un cupo rito trasgressivo di differenziazione dalla massa perbenista: a quasi mezzo secolo da quando fu scritto, Orgia resta uno dei testi più inquietanti e misteriosi di Pasolini, un'inestricabile costruzione verbale che sembra protrarre all'infinito l'impotenza dell'azione. Da martedì 8 lo affronta, all'Out Off di Milano, Fabio Sonzogni, regista e interprete, con due brave attrici, Sara Bertelà e Silvia Pernarella.
Nel 2000 Ermanna Montanari, diretta da Marco Martinelli, interpretava L'isola di Alcina, il fosco ritratto di una maga di paese che lanciava feroci invettive contro l'odiata sorella demente, fra gabbie che racchiudevano uomini-cani. Ora l'attrice riprende il testo di Nevio Spadoni in forma di concerto, lasciando che le parole di un aspro e impenetrabile dialetto romagnolo dialoghino con le bellissime musiche elettroacustiche di Luigi Ceccarelli. Giovedì 10 e venerdì 11, ai laboratori DMS di Bologna.
di renato palazzi
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