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07:27 - giovedì 17 maggio 2012


Con Cechov sulla strada

Una notte di tempesta, una locanda lungo la strada maestra, una serie di viandanti raccolti lì, ciascuno con la sua storia personale, ciascuno come un piccolo spaccato della società dell'epoca: opera giovanile, quasi una prova di scrittura, l'atto unico Sulla strada maestra non è uno dei grandi testi di Cechov, ma è un bozzetto inquieto, pieno di soprassalti interiori, poco rappresentato sulle nostre scene. Dario Marconcini lo ha allestito al Teatro Francesco di Bartolo di Buti, dove è in programma fino al 17 aprile.

Extremities,dell'autore americano William Mastrosimone, è un testo che ha goduto di una certa notorietà verso la fine degli anni Ottanta, grazie anche a una versione cinematografica con Farah Fawcett: è la storia di uno stupro in cui i rapporti di forza sono paradossalmente rovesciati, e la vittima si ribella sottoponendo a inaudite violenze l'aggressore. Lo ripropone, fino a domenica 10, il Teatro Due di Parma con la regia di Bruno Armando. Repliche il 12 a Pavia e dal 3 all'8 maggio al Teatro India di Roma.

Dopo Uomini al buio, uno studio su alcuni capitoli dell'Ulisse, Claudio Collovà torna al mondo di Joyce con uno spettacolo, Artista da giovane, ricavato da un altro fondamentale romanzo dell'autore irlandese, Dedalus: il tema della creazione artistica, filtrato attraverso lo sguardo febbrile dell'adolescenza, viene esplorato sullo sfondo di un collegio di gesuiti, dove un educatore autoritario tenta di imporre i suoi valori conservatori e repressivi. Lo spettacolo è fino a domenica 17 al Teatro Bellini di Palermo.

Torna in scena martedì 12 al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, dopo un primo breve ciclo di repliche, Tutto ciò che è grande è nella tempesta, un singolare spettacolo storico-filosofico di Andrea De Rosa: al centro del copione, messo a punto dal drammaturgo Federico Bellini, un gruppo di importanti filosofi del Novecento, fra cui Hannah Arendt, che difendono il loro maestro, Martin Heidegger, dagli strali di Thomas Bernhard, che lo accusa di collusioni col pensiero nazista.

Cesare Lievi è un regista di grande talento, ma è anche - da sempre - un drammaturgo pungente e raffinato: il suo testo più recente, Il vecchio e il cielo (recensione), è una riflessione insieme ironica e dolorosa su un anziano preside che si confronta - tra realtà e immaginazione - con le aspettative e le delusioni del primo giorno da pensionato. Lo spettacolo, diretto dallo stesso Lievi, è in scena da martedì 12 al Teatro India di Roma.

di renato palazzi

(12:19 - 08 apr 2011)


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