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07:28 - giovedì 17 maggio 2012


Dopo la battaglia con Pippo Delbono

Debutta martedì 3 al Teatro Verdi di Padova Dopo la battaglia, il nuovo spettacolo di Pippo Delbono: se l'originalità del linguaggio di Delbono appare indiscutibile, non mi convincono in genere certi eccessi espressivi dell'attore-regista: ma in questo caso il suo lavoro sembra promettere dei cambiamenti di rotta, visto che nel singolare gruppo di attori delle più varie provenienze che da anni lo accompagnano entrano stavolta Marigia Maggipinto, danzatrice di Pina Bausch, e il violinista rumeno Alexander Balanescu.

La messinscena di Un tram chiamato desiderio di Tennesse Williams, con Mariangela Melato, costituì per Elio De Capitani, quasi vent'anni fa, a Spoleto, una sorta di esame di maturità registica: al grande autore americano De Capitani ritorna ora affrontandone - nel centenario della nascita - uno dei testi più canonici, Improvvisamente l'estate scorsa, in programma all'Elfo Puccini di Milano da martedì 3, e un altro meno noto, La discesa di Orfeo, che sarà presentato in forma di studio a fine maggio.

Danio Manfredini è uno dei talenti più forti e inquietanti del teatro italiano degli ultimi decenni: è quasi una piccola retrospettiva quella che il Teatro Franco Parenti di Milano gli dedica presentando, martedì 3 e venerdì 6, due delle più significative fra le sue creazioni "storiche": Tre studi per una crocifissione, del '90, ispirata al mondo dei disturbi psichici e alla pittura di Francis Bacon, e Al presente, del '98, su testi dello stesso Manfredini, di Alberto Giacometti, di Albert Camus, di Mariangela Gualtieri.

Dopo la "prima" avvenuta un mese fa a Torino, l'allestimento di Mario Martone delle Operette morali approda martedì 3 al Teatro Argentina di Roma: attraverso i ventiquattro dialoghi leopardiani Martone sviluppa - tra ironia e dolore - un denso viaggio interiore nel cupo pessimismo del poeta. La materia, nonostante gli sforzi di alleggerirla, resta ardua, e qui l'azione - a differenza di quanto accadeva al debutto torinese - non potrà essere suggestivamente ambientata in platea. Ma resta comunque una proposta da vedere.

Ispirato a un romanzo della scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, e ottimamente interpretato da Mariangela Granelli e Fausto Russo Alesi, L'aggancio - realizzato due anni fa da Serena Sinigaglia - è uno degli spettacoli migliori della giovane regista. Il tema è quello dell'amore fra esponenti di etnie e culture diverse, un immigrato clandestino e una ricca borghese di Johannesburg: ma il finale ribalta paradossalmente la questione dei legami con le radici famigliari. Da mercoledì 4, al Teatro Ringhiera di Milano.

di renato palazzi

(18:21 - 29 apr 2011)


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