di Carl Maria von Weber (1786-1826)
libretto di Franz Carl Hiemer, dal racconto Le Dormeur éveillé di Antoine Galland
Singspiel in un atto
Prima:
Monaco, Residenztheater, 4 giugno 1811
Personaggi:
Abu Hassan, coppiere del califfo (T); Fatima, sua moglie (S); Omar, usuraio (B); il califfo (rec); Zobeide, moglie del califfo (rec); Mesrur, messaggero del califfo (rec); Zemrud, cameriera di Zobeide (rec); creditori, messaggeri, popolo, seguito del califfo
La vicenda è tratta, attraverso la mediazione di Galland, dalla novella Abu Hassan contenuta nelle Mille e una notte . L’opera venne scritta da Weber fra l’agosto 1810 e il gennaio 1811; negli anni successivi, in occasione di riprese a Gotha (1813) e a Dresda (1823), il compositore vi aggiunse dapprima un duetto e quindi il pianto di Fatima sulla finta morte di Abu Hassan.
Abu Hassan e la moglie Fatima sono assediati dai creditori. Per liberarsi di loro, Abu Hassan progetta un insolito piano: fingere che la moglie sia morta e chiedere al califfo di finanziarne il funerale, mentre Fatima fingerà che sia il marito il defunto e si rivolgerà alla moglie del califfo per un prestito analogo. Nel frattempo si aggira attorno alla coppia l’usuraio Omar, invaghito delle grazie di Fatima. Mentre questi corteggia la donna, torna inaspettatamente in scena Abu Hassan, e Omar è costretto a nascondersi; è ancora nel suo nascondiglio quando giungono il califfo e la moglie, curiosi di sapere chi sia veramente il morto. Al loro arrivo sia Abu Hassan che Fatima si fingono cadaveri ma, alla notizia di una taglia offerta dal califfo a chi possa spiegare l’accaduto, il ‘defunto’ Abu Hassan balza in piedi e confessa il suo critico stato finanziario. Il califfo perdona allora l’ingenuo stratagemma e provvede a risolvere la precaria situazione economica della coppia; ordina inoltre che venga punito l’immorale Omar, che aveva sperato di conquistare il cuore di Fatima a suon di denari.
La freschezza e vivacità della partitura è evidente soprattutto nei concertati: sia i duetti (Abu Hassan-Fatima e Fatima-Omar) che i terzetti si presentano sempre articolati e vari, eredi della tradizione buffa italiana filtrata attraverso il teatro di Mozart. In particolare sia il modello della Entführung aus dem Serail (per l’apparato delle turcherie), sia quello delle Nozze di Figaro (almeno altrettanto influente) agiscono chiaramente sul giovane compositore: il terzetto "Ich such’ in allen Ecken" sembra provenire direttamente da quest’ultimo lavoro mozartiano. L’eleganza e la varietà nell’orchestrazione si avvantaggia continuamente di nuove trovate strumentali anche nei numeri solistici, tra i quali spicca l’aria di Fatima "Hier liegt" (del 1823), in cui è facile individuare lo stile maturo del compositore, raffinato nella strumentazione e intenso nell’espressione dei sentimenti.
r.m.
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