di Domenico Sarro (1679-1744)
libretto di Pietro Metastasio
Dramma per musica in tre atti
Prima:
Napoli, Teatro San Carlo, 4 novembre 1737
Personaggi:
Licomede (T), Achille (A), Deidamia (S), Ulisse (T), Teagene (S), Nearco (A), Arcade (S)
Per il soggetto cfr. l’ Achille di Caldara.
L’opera ebbe l’onore di inaugurare il nuovo, grandioso Teatro di San Carlo, fatto costruire da Carlo III di Borbone in sostituzione del San Bartolomeo. Per l’occasione si cercò un libretto nuovo e spettacolare di Metastasio, che non fosse mai stato messo in musica al di fuori della corte viennese (l’ Achille sarebbe stato in seguito intonato una trentina di volte). Per il compositore la scelta cadde sul Primo Maestro della Real Cappella, Domenico Sarro, che aveva prestato la propria musica al dramma d’esordio di Metastasio, la ? Didone abbandonata del 1724. Il libretto venne modificato notevolmente, necessitando di un adattamento al cast convocato per questo allestimento d’onore; soprattutto si trattò di ridistribuire il peso dei vari ruoli (affidati a celebrità come Vittoria Tesi/Achille e Anna Maria Peruzzi/Deidamia) e di conferire spessore al ‘secondo uomo’, Teagene (Mariano Nicolini). Oltre alle voci dei solisti, Sarro impiegò nell’esecuzione un coro di allievi dei conservatori napoletani e un’orchestra ricca di ottoni festivi. Della partitura si apprezzi in particolare l’aria di Achille con coro "Se un core annodi" (II,8), in cui l’eroe, che sulla scena imbraccia la cetra, viene accompagnato dal timbro argentino di un mandolino solista, con efficace contrasto rispetto all’imponente ritornello, in cui entra il coro con l’orchestra piena.
r.m.
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