di Vincenzo Bellini (1801-1835)
libretto di Andrea Leone Tottola
Dramma semiserio in due atti
Prima:
Napoli, Conservatorio di San Sebastiano, 12 (?) febbraio 1825
Personaggi:
Nelly, orfana (S); Lord Adelson (Bar); Fanny, sua giovane vassalla (A); madama Rivers, governante in casa di Adelson (Ms); Salvini, amico di Adelson (T); Struley, nobile proscritto (B); Bonifacio, servo di Salvini (B); Geronio, confidente di Struley (B); vassalli, contadini
Commissionata a Bellini a coronamento dei suoi studi presso il Conservatorio di San Sebastiano, l’opera fu eseguita dai suoi stessi compagni, che per l’occasione interpretarono anche i ruoli femminili, nel teatrino dell’istituto. Il libretto, già musicato da Valentino Fioravanti nel 1816, presenta un intreccio elementare ambientato nell’Irlanda del XVII secolo: Lord Adelson ospita in casa sua il pittore Salvini che è segretamente innamorato, ma non corrisposto, di Nelly, fidanzata dello stesso Adelson. Struley, zio di Nelly e proscritto politico, cerca di rapirla con l’aiuto di Salvini, illudendolo sulle sue possibilità con la fanciulla; ma il pittore, comprendendo le sue cattive intenzioni, salva la ragazza e la riconsegna ad Adelson che lo perdona. Salvini sposa Fanny e ritorna in Italia accompagnato dal servo Bonifacio.
Dapprima suddivisa in tre atti, Adelson e Salvini era nello stile dell’ opéra-comique francese con numeri musicali e brani recitati. La prima rappresentazione ebbe un notevole successo, tanto che l’opera fu replicata ogni domenica per tutto l’anno. Verso la fine del decennio Bellini fece apportare da un librettista rimasto anonimo alcune modifiche in linea con la tradizione operistica italiana: la sostituzione delle parti recitate con i recitativi secchi e l’uso della lingua italiana in luogo del dialetto napoletano per la parte di Bonifacio. Non più messa in scena, l’opera è stata riallestita a Catania solo nel novembre del 1985.
a.p.
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