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17:26 - venerdì 10 febbraio 2012
di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
libretto di Ignaz Anton Weiser
(L’obbligo del primo comandamento) Singspiel spirituale KV 35
Prima:
Salisburgo, Palazzo arcivescovile, 12 marzo 1767
Personaggi:
il Cristiano (T), la Misericordia divina (S), la Giustizia divina (S), lo Spirito cristiano (T), lo Spirito mondano (S)
Compiuti da poco undici anni, il figlio del vice Kapellmeister Leopold Mozart ultimò la sua prima commissione drammatica nel marzo 1767, in tempo utile per la rappresentazione, fissata per il 12 dello stesso mese nella Sala dei cavalieri della residenza dell’arcivescovo di Salisburgo. Si trattava di un lavoro in tre parti, da eseguirsi in tre distinte occasioni a distanza di una settimana l’una dall’altra, e commissionato a tre compositori diversi: al giovane Mozart toccò la prima sezione (mentre le altre due, ora perdute, furono opera rispettivamente di Michael Haydn e Anton Cajetan Adlgasser); il lavoro mozartiano, eccezionalmente, venne replicato al termine dell’esecuzione dell’intero Singspiel (o Schuloper ), il 2 aprile.
A tema è l’interiore contrasto della coscienza, combattuta tra le diverse scelte che è libera di compiere. Nella prima parte (quella di competenza di Mozart) lo Spirito cristiano, la Giustizia e la Misericordia divine gareggiano nel conquistare alla virtù il Cristiano, distratto dalle tentazioni dello Spirito mondano. Nelle due successive, attraverso un complesso travaglio interiore, il Cristiano rompe ogni indugio residuo e rivolge a Dio l’intelletto e la volontà.
La partitura si compone della sinfonia introduttiva, di sei ampie arie col da capo , di una settima di struttura binaria e di un terzetto finale. Il giovanissimo compositore, se da un lato mostra di tener presente il magistero del padre e dei suoi illustri colleghi (e coautori di questo Singspiel spirituale), dall’altro ostenta con entusiasmo il modello sinfonico di Johann Christian Bach, scoperto nel recente viaggio londinese. Il ‘Bach di Londra’ (o ‘di Milano’) è ben presente, quale pregevole acquisizione di uno stile all’avanguardia, nei tre importanti recitativi accompagnati, dalla raffinata, meticolosa scrittura orchestrale, tra i quali emerge quello in cui lo Spirito cristiano fa balenare - con paurosa forza espressiva nella tensione armonica - l’orrore di un «terribile ululato» apocalittico, pronunziato da «migliaia di bocche». In un altro recitativo accompagnato ("Wie, wer erwecket mich?"), come nell’aria del Cristiano "Jener Donnerworte Kraft", risuona anche il timbro scuro del trombone.
r.m.
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