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08:27 - giovedì 17 maggio 2012


In vacanza con Goldoni

Catania, 16 dicembre 2005 - Le smanie per la villeggiatura, Le avventure della villeggiatura e Il ritorno dalla villeggiatura compongono la trilogia di commedie di ambito «turistico» di Carlo Goldoni, attualmente in scena al Teatro Verga di Catania, fino al 29 dicembre (esclusi 24, 25 e 26). Il progetto teatrale ha giunto in un afflato unitario lo Stabile della città siciliana con quello del Veneto, di cui il regista Luca De Fusco e direttore artistico: i tre spettacoli sono stati presentati in anteprima nello stesso teatro - il Goldoni di Venezia - che, quando era ancora intitolato a San Luca, nel 1761, ne vide il debutto. Riduzione e adattamento sono dello stesso De Fusco; nel nutrito cast figurano Lello Arena e Gaia Aprea, con Max Malatesta, Giovanni Calò, Cosimo Coltraro, Piergiorgio Fasolo, David Gallarello, Nunzia Greco, Francesco Guzzo, Giovanna Mangiù, Loredana Marino, Enzo Turrin ed Elisabetta Valgoi. Le scene sono di Antonio Fiorentino, i costumi di Giuseppe Crisolini Malatesta, le musiche di Antonio Di Pofi e le luci di Emidio Benezzi.

Goldoni dedicò la Trilogia della villeggiatura a un tema che evidentemente già ai suoi tempi suscitava interesse e suggeriva riflessioni; quattro ragazzi appartenenti a un ceto elevato, giunto tuttavia nel punto più alto della sua parabola sociale e perciò già avviato su una china discendente, compiono con le vacanze estive un percorso ben più importante di educazione sentimentale, facendo coincidere con le parti in cui si articola lo spettacolo le tre età dell'uomo: giovinezza, età adulta e maturità. De Fusco ha scelto di seguire l'interpretazione strehleriana. Il regista triestino mise in scena la Trilogia in un'unica soluzione una prima volta nel 1954 e poi alcuni anni più tardi, stabilendo appunto il paragone interpretativo tra le fasi della villeggiatura e la maturazione sentimentale e identitaria dei protagonisti. L'ambientazione gioca invece la carta dell'attualità, inserendo la vicenda in una scenario marino e mediterraneo, distante da quello immaginato da Goldoni ma più vicino a quelli cui siamo abituati oggi.

In passato anche altri registi si sono confrontati con questi classici della commedia italiana: Mario Missiroli ne trasse negli anni '80 una versione ridotta, prima in due e poi in un'unica soluzione, mentre Massimo Castri, nel decennio successivo, optò per una soluzione opposta, rappresentando le tre pièce in altrettante distinte stagioni . È invece assai più recente la versione delle Smanie operata da Elena Bucci, Stefano Randisi, Marco Sgrosso ed Enzo Vetrano, artisti cresciuti con Leo De Berardinis, che danno alla vicenda un taglio più sperimentale, spostato su registri cupi e meccanici.

(18:01 - 19 dic 2005)


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