Milano, 12 giugno 2006 - In trasferta sotto lo spicchio di cielo che filtra dalle austere volte del cortile dell'Osservatorio dell'Accademia milanese di Belle Arti, arriva - grazie al Teatro Filodrammatici di Milano - la risata coinvolgente, lo sberleffo intelligente, il doppio senso coinvolgente di Chiamatemi Groucho, omaggio a più voci alla vis comica di Groucho Marx. Dei quattro fratelli lui era il più intellettuale, capace di intrattenere una funambolica corrispondenza con Thomas Eliot e dare vita a battute che resistono tuttora all'onta del tempo, tanto da essere amorevolmente saccheggiate dalle generazioni di comici a venire, tra i quali - tanto per fare un nome - il grande Woody Allen. Un gruppo di giovani attori, Patricia Conti, Andrea Lapi, Gianni Quillico, Nicola Stravalaci e Vicky Schaetzinger al pianoforte, fanno rivivere, con la regia di Marco Balbi, il clima effervescente del teatro dei fratelli Marx, rileggendo tre delle loro sconclusionate gag, in cui i fratelli Julius Henry (Groucho), Arthur (Harpo), Milton (Gummo) ed Herbert (Zeppo) si immaginano avvocati e investigatori di fantasiosi crimini, in cui alla fine non si capisce chi realmente sia la vittima e chi l'autore dell'efferato delitto.
La location prescelta per ospitare le rappresentazioni è quella un po' eccentrica - ma già utilizzata in passato durante la bella stagione - del cortile dell'Osservatorio dell'Accademia di Brera, in uno dei quartieri più caratteristici del centro di Milano. Debutto martedì 13 giugno e repliche ogni sera alle 21,30 fino al primo luglio. Giorno di riposo la domenica. Per ulteriori informazioni, si può visitare il sito ufficiale del Teatro Filodrammatici, dove è per altro appena stata inserita la prossima stagione di prosa, tutta da consultare.
Nella foto, la locandina dello spettacolo
(00:00 - 12 giu 2006)
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