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14:18 - venerd́ 10 febbraio 2012


I Marcido al Verdi fino al 6

Milano, 4 dicembre 2006 - Ancora poche occasioni per andare a vedere, al Teatro Verdi di Milano, uno dei cavalli di battaglia della compagnia di Marco Isidori, Daniela Dal Cin e la tempratissima Maria Luisa Abate, ovvero Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa. La loro rilettura di Giorni felici di Thomas Beckett - autore di cui ricorre il centenario della nascita - è di quelle che si ricordano e benché siano trascorsi quasi dieci anni dalle prime rappresentazioni e qualche dettaglio sia stato rivisto, Happy Days in Marcido's Field rimane uno dei punti fermi della ricerca espressiva di questo gruppo, il passepartout indispensabile per avere accesso alla favolosa Marcido's Land.
In questo mondo cangiante, la parola è la guida che ci accompagna nel mondo desolato dell'incomunicabilità, dove domina la sulfurea figura di Winnie, l'antieroina beckettiana, la regina triste infissa in cima a una sorta di alto «girello» in legno, che pur facendola prigioniera, le lascia braccia e gambe libere di agitarsi nervosamente e meccanicamente, i muscoli sempre in tensione, mentre a pochi centimetri dall'enorme parrucca cotonata arde una corona di luci abbacinanti. Sotto questo sole artificiale e ustionante si compie inesorabile la condanna: essere fagocitata dal nulla delle sue frasi sconclusionate, arsa a poco a poco dal gelo di una passione amorosa la cui scintilla si è spenta - o forse non è mai neppure scoccata - nel petto del torvo marito Willie. Che qui si denuda, facendosi pura «carne», e poi si divide, come una cellula malata, moltiplicandosi in un «coro» di nervosi e scattanti giovani attori e attrici. È qui che si produce lo scarto, che scatta la cifra marcidoriana: in questo ammasso di corpi con una sola anima - maschile e femminile insieme - che sillaba, rumina, rumoreggia, si contorce, entra ed esce dall'esoscheletro che imprigiona Winnie, esponendo allo sguardo attonito del pubblico un misto di giovanile freschezza e cupa animalità, che affascina e inquieta.
Sono suggestioni, frammenti di un discorso che pur rimanendo fedele al testo beckettiano, se ne discosta con autorità, sovrapponendovi una partitura musicale fatta di mantra futuristi, di cantilene infantili, di ritmi ottenuti percuotendo a mani nude parti del corpo nudo. E se Maria Luisa Abate conferma la propria intensa vocazione drammatica con una prova anche fisicamente probante, non sono da meno i sette «Willie»: Paolo Oricco, Grazia Di Giorgio, Elena Serra, Claudio Del Toro, Chiara Cardea, Rosanna Ricciardo e Alberto Maronna.
Chi fosse impedito ad andare a teatro abbia la compiacenza di segnare in agenda queste due date: 2 e 18 febbraio 2007. Segnano l'inizio e il termine di un'ampia retrospettiva dedicata ai Marcido che si terrà, nel ventennale della loro formazione, a Torino, presso la Promotrice delle Belle Arti, realizzata in collaborazione con il capoluogo piemontese, la Regione e il Teatro Stabile. In programma la messa di parte del repertorio, materiali audio e video, e soprattutto i fantastici costumi e le originali scenografie che costituiscono da sempre un elemento distintivo della compagnia. Happy Days in Marcido's Field sarà anche replicato il 20, 21 e 22 aprile 2007 al Teatro Furio Camillo di Roma. Informazioni più dettagliate su marcidomarcidorjs.org. (e.f.)
Nelle foto di Tommaso Le Pera, alcuni momenti dello spettacolo
Scopri il CARTELLONE COMPLETO del Teatro Verdi di Milano

(00:00 - 04 dic 2006)





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